Coronavirus: il Presidente del Portogallo proclama stato di emergenza

Pubblicato il 19 marzo 2020 alle 10:30 in Europa Portogallo

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Il presidente della Repubblica portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa, ha decretato lo Stato di emergenza a causa del coronavirus la sera di mercoledì 18 marzo. Il governo aveva preannunciato misure straordinarie nei giorni scorsi. La proclamazione dello Stato di emergenza, tuttavia, è una prerogativa presidenziale.

L’Assemblea della Repubblica ha approvato lo stato di emergenza proposto da Marcelo Rebelo de Sousa per combattere la pandemia di coronavirus in Portogallo. Sul decreto aveva espresso parere favorevole dal Primo Ministro, António Costa, nel pomeriggio. A favore ha votato non solo il governo, ma anche l’opposizione di centro-destra. “Conti sull’appoggio del PSD, perché la sua fortuna è la fortuna di tutti” – ha dichiarato il leader dell’opposizione Rui Rio al capo del governo socialista.

“È e sarà una grande sfida per il nostro stile di vita e per la nostra economia” – ha dichiarato il Capo dello Stato in un discorso ai portoghesi tenuto subito dopo l’approvazione del decreto. Rebelo ha definito lo stato di emergenza: “Una decisione eccezionale in un momento eccezionale”.

“La pandemia di Covid-19 non è solo un’epidemia come quelle che già conosciamo nella storia della nostra democrazia. È e sarà più intensa. Durerà più a lungo fino a quando i suoi ultimi effetti non scompaiano. Si tratta e sarà un test mai sperimentato dal nostro Servizio sanitario nazionale e dalla società portoghese, cui sono richieste moderazione e cure familiari senza precedenti” – ha affermato il Capo dello Stato.

“Questa guerra – perché è una vera guerra – è in corso da un mese, è iniziata dopo i vicini europei e, per questo motivo, potrebbe richiedere più tempo per raggiungere l’apice della sua espressione” – ha continuato Rebelo de Sousa, che ha sottolineato “l’eroismo” di medici, paramedici e operatori sanitari e di tutti coloro che lavorano in condizioni difficili per garantire al Paese i beni e le forniture di prima necessità.

Lo stato di emergenza, ha spiegato Rebelo nel suo discorso, anticipa di misure drastiche e garantisce prevenzione, sicurezza, contenimento e flessibilità. 

“Altri paesi, dove la pandemia è iniziata prima, hanno provato i passaggi graduali e solo ora hanno preso decisioni più drastiche, che richiedono una maggiore adesione da parte dei popoli e una maggiore solidarietà da parte degli organi del potere. Noi, che abbiamo iniziato più tardi, dobbiamo imparare dagli altri ed evitare errori, anche se può sembrare che abbiamo peccato per eccesso e non per difetto” – ha chiarito il presidente riguardo all’anticipazione di misure drastiche.

La prevenzione – ha continuato – implica che “ciò che è stato approvato non impone decisioni concrete al governo, ma fornisce una base giuridica più ampia per adottarle. Pertanto, consente di adottare misure che potrebbero essere necessarie in futuro, rapidamente e a livelli adeguati”. La sicurezza è la base giuridica che “fornisce il quadro generale di intervento e garantisce che, al termine della crisi, la base giuridica delle misure già adottate e da adottare non sia messa in discussione”.

“Si tratta di uno stato di emergenza limitato, che non raggiunge gli elementi essenziali dei diritti fondamentali, poiché obbedisce alla fine precisa della lotta contro la crisi della sanità pubblica e alla creazione di condizioni di normalità nella produzione e distribuzione di beni essenziali a tale lotta” – ha chiarito ancora Rebelo riguardo al fatto che lo stato di emergenza sia “contenuto”.

Infine quanto alla flessibilità, il Capo dello Stato ha spiegato: “Lo stato di emergenza dura quindici giorni, al termine dei quali può essere rinnovato, con una valutazione, sul campo, dello stato della pandemia e della sua evoluzione prevedibile”.

Rebelo de Sousa ha parlato di “un grande momento di unità del potere politico” e di “un grande momento democratico”, si è detto conscio del fatto che le misure eccezionali adottate provocheranno il cambiamento dello stile di vita dei portoghesi. “Dobbiamo combattere scoraggiamento, delusione, frustrazione e fatica” – ha aggiunto. “Dobbiamo quindi tutti fare la nostra parte per contribuire ad andare il più lontano e il più rapidamente possibile in questa lotta impari”.

“Nella nostra storia, abbiamo sempre superato sfide cruciali. Ecco perché abbiamo quasi novecento anni di vita. Siamo nati prima di molti altri. Esisteremo ancora, quando altri non saranno più ciò che erano e come erano […] Siamo così, perché siamo il Portogallo” – ha concluso.

 

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Italo Cosentino, interprete di portoghese

di Redazione

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