Coronavirus: la Cina invierà all’Europa oltre 2 milioni di mascherine 

Pubblicato il 19 marzo 2020 alle 17:05 in Cina Europa

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La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha annunciato che l’Europa riceverà dalla Cina più di 2 milioni di mascherine protettive. 

È quanto rivelato, giovedì 19 marzo, dall’agenzia stampa bulgara, Novinite, la quale ha altresì specificato che l’annuncio di Von der Leyen è giunto al termine di un vertice telefonico avuto con il premier cinese, Li Keqiang. 

Nello specifico, Von Der Leyen ha dichiarato che la Cina non ha dimenticato gli aiuti ricevuti dall’UE nei mesi scorsi, quando era il principale Paese colpito dall’emergenza coronavirus, ricordando l’invio da parte dell’Unione Europea di 50 tonnellate di materiale protettivo. 

Ora, però, ha specificato la presidente della Commissione, è l’Europa a trovarsi al centro della pandemia e sebbene sia in aumento la produzione del materiale sanitario, è necessario l’aiuto della Cina, la quale si è mostrata disponibile.  

In particolare, Pechino invierà 2 milioni di mascherine chirurgiche, 200.000 mascherine protettive con filtro e 50.000 test diagnostici per il coronavirus.  

Nel frattempo, il colosso cinese del commercio online, Alibaba, ha inviato mascherine protettive all’Italia e alla Francia per fronteggiare la diffusione del virus. 

Oltre alla Francia e all’Italia, anche la Polonia, la Bulgaria e la Serbia hanno già ottenuto la disponibilità della Cina per quanto riguarda la fornitura delle dotazioni medico-sanitarie necessarie per fronteggiare l’emergenza da coronavirus.  

Per quanto riguarda la Polonia, da un comunicato ufficiale del Ministero degli Esteri polacco si apprende che la Cina invierà 20.000 mascherine, 5.000 tute protettive, 5.000 visiere, 10.000 guanti medici monouso e 10.000 protezioni per le calzature.  

Passando invece alla Bulgaria, il primo ministro di Pechino ha confermato la disponibilità del proprio Paese a inviare mascherine, visiere protettive, guanti e altre dotazioni. Attualmente, sono già state donate 12.000 mascherine chirurgiche e altre 2.000 mascherine con filtri, ma la Cina è pronta a mettere in contatto la Bulgaria con aziende cinesi che producono dotazioni protettive e respiratori polmonari, affinché Sofia possa acquistare quanto necessario attraverso le Agenzie per il Commercio dei due Paesi. 

Per quanto invece riguarda la Serbia, l’emergenza coronavirus nel Paese balcanico è ancora contenuta, con meno di 100 casi. Ciò ha fatto sì che la Serbia si sia sentita abbandonata dai leader dell’Unione Europea, di cui il Paese balcanico non è ancora membro, impegnati con Paesi più colpiti dal virus. Ciò ha lasciato spazio alla Cina per dimostrare la sua solidarietà nei confronti dei Paesi dell’Europa centrale e orientale, consentendo a Pechino di estendere il suo mezzo diplomatico correlato al coronavirus a una regione che negli ultimi anni è divenuta un campo da battaglia geopolitico per la definizione delle sfere di influenza di UE e Cina.     

Nello specifico, secondo il South China Morning Post, dopo aver raggiunto livelli controllabili di diffusione del virus all’interno del proprio territorio, la Cina sta ora attuando la sua strategia diplomatica correlata al coronavirus nell’Europa centrale e orientale. Nello specifico, tale strategia si articola in modo binario. Da un lato vi è la fornitura di strumenti e dotazioni mediche, al prezzo di mercato o in via gratuita, ai Paesi maggiormente colpiti, come l’Italia e la Spagna. Dall’altro lato, la Cina sta tenendo sessioni di condivisione di esperienze con Paesi meno sviluppati dell’Europa centrale e orientale, di cui 17 si sono uniti al formato “17+1”.    

Secondo l’ultimo bollettino del 19 marzoaggiornato alle 16:13, i casi di coronavirus nel mondo sono diventati 227.743, di cui 99.001 in Europa. 

Il secondo Paese più colpito al mondo è l’Italia, con 35.713 casi accertati. A livello europeo, a seguire, 17.395 casi sono stati confermati in Spagna, 13.979 in Germania, 9.058 in Francia, 3.888 in Svizzera, 2.644 nel Regno Unito, 2.465 nei Paesi Bassi, 2.013 in Austria, 1.795 in Belgio, 1.720 in Norvegia, 1.439 in Svezia, 1.206 in Danimarca, 785 in Portogallo, 631 in Repubblica Ceca, 418 in Grecia, 366 in Irlanda, 359 in Finlandia,  335 in Lussemburgo, 330 in Islanda, 305 in Polonia, 286 in Slovenia, 277 in Romania, 267 in Estonia,  147 in Russia, 119 a San Marino, 105 in Slovacchia, 102 in Croazia, 97 in Serbia, 9in Bulgaria,  86 in Lettonia, 73 in Ungheria, 64 in Albania, 58 a Cipro, 53 ad Andorra, 53 a Malta, 51 in Bielorussia, 45 in Bosnia ed Erzegovina,  42 in Macedonia del Nord, 36 in Moldavia, 34 in Lituania, 28 in Liechtenstein, 1in Ucraina, 13 in Kosovo,  7 a Monaco, 3 in Montenegro e 1 a Città del Vaticano, portando il totale europeo a 99.001, oltre 40.000 casi in più in 24 ore. In aggiunta, oltre ad essere presente in tutti gli Stati dell’Unione Europea, il virus è giunto in tutti i Paesi del continente europeo.     

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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