Israele: la Knesset paralizzata dal coronavirus, l’intelligence in azione

Pubblicato il 18 marzo 2020 alle 13:59 in Israele Medio Oriente

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A pochi giorni di distanza dal conferimento del mandato a Benny Gantz per formare un nuovo governo, i lavori della Knesset, il Parlamento israeliano, sono stati frenati dalla diffusione del coronavirus, che ha costretto due ministri all’isolamento. Nel frattempo, anche l’intelligence si impegna nel far fronte all’emergenza.

A riferirlo, il 18 marzo, il quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, sulla base di quanto riportato dalla radio israeliana nel medesimo giorno. I politici in questione sono il ministro dell’Interno, Aryeh Deri, e Tzachi Hanegbi, ministro dell’Agricoltura e della Cooperazione regionale. Questi, insieme ad altri due deputati, sono stati posti in quarantena dopo aver partecipato ad una conferenza riguardante il futuro del settore agricolo israeliano, a cui ha preso parte il sindaco di una municipalità colpita dal Covid-19. Gli altri 116 membri della Knesset, invece, sono stati sottoposti a visite mediche.

A detta del quotidiano, azioni di tal tipo potrebbero causare una paralisi dei lavori del Parlamento, in una fase in cui il Paese sembrava assistere ad una ripresa dallo stallo politico che aveva caratterizzato il panorama israeliano fino al 16 marzo scorso. Non da ultimo, è stato specificato, il partito di Benny Gantz, Blue and White, si trova al momento impossibilitato dal proporre o varare nuove leggi, così come dal convocare assemblee, tra cui quelle volte a stabilire la futura squadra dell’esecutivo ed il futuro premier.

Nel frattempo, nel Paese i contagi hanno raggiunto quota 427, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute israeliano nella mattina del 18 marzo. Tutta la popolazione è stata esortata a rimanere nelle proprie abitazioni e ad evitare di riunirsi in gruppi maggiori a 10 persone, mentre cresce altresì il numero dei cittadini sottoposti a controlli medici e tamponi, parallelamente alle operazioni di ammodernamento delle strutture sanitarie. Tuttavia, tra le misure che sembrano contraddistinguere Israele, vi è l’impiego della tecnologia e, nello specifico, l’utilizzo di dispositivi in grado di monitorare i casi infetti e le persone che entrano in contatto con essi. In particolare, accedendo ai dispositivi cellulari e ai dati forniti dalle compagnie di telecomunicazione, la Shin Bet, ovvero l’agenzia di intelligence per gli affari interni, può controllare gli individui contagiati, e fare in modo che rispettino le misure stabilite e il divieto di uscire di casa, forzandoli alla quarantena.

Circa il quadro politico israeliano, è del 16 marzo la notizia con cui il presidente israeliano, Reuven Rivlin, ha conferito a Benny Gantz l’incarico di formare un nuovo esecutivo per Israele. La decisione è giunta dopo che quest’ultimo ha avviato consultazioni con i leader dei principali partiti politici di Israele, i quali hanno espresso il proprio sostegno per l’ex capo dell’esercito e capo di Blue and White, un partito centrista e liberale, principale rivale dell’ex premier, Benjamin Netanyahu, leader di Likud. Ciò è giunto a seguito delle elezioni svoltesi il 2 marzo scorso, giorno in cui la popolazione israeliana è stata esortata a recarsi alle urne per la terza volta in un anno.

Tuttavia, secondo quanto riferito da al-Jazeera, Gantz al momento si ritrova ad affrontare diversi ostacoli dettati dall’emergenza coronavirus, così come dalle divergenze interne alla Knesset, Netanyahu in primis. L’obiettivo sarà probabilmente formare un governo di unità nazionale o uno di minoranza, guadagnando la fiducia della maggior parte degli attori del panorama politico israeliano, ma Gantz avrà 27 giorni di tempo, al 18 marzo, per portare a termine la missione.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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