Continuano gli attacchi aerei USA in Afghanistan

Pubblicato il 18 marzo 2020 alle 15:37 in Afghanistan USA e Canada

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Gli attacchi aerei statunitensi in Afghanistan sono continuati a un ritmo costante, nel mese di febbraio 2020. Si è trattato, prevalentemente, di operazioni antiterrorismo contro l’ISIS e Al-Qaeda.

Secondo le statistiche rese note il 12 marzo dal Comando Centrale delle Forze Aeree, e riportate dal quotidiano locale, Tolo News, a febbraio, gli aerei con o senza pilota degli Stati Uniti hanno lanciato 360 assalti: il totale mensile più basso degli ultimi 12 mesi. Tuttavia, rimane anche il secondo febbraio con più attacchi mai registrato dal 2009. Il totale del 2020 ammonta a 775, fino ad oggi. Inoltre, nel 2020, gli aerei statunitensi hanno trasportato in aereo circa 28.000 kg di rifornimenti e hanno effettuato 2.340 uscite per il trasporto aereo e operazioni di airdrop, all’incirca allo stesso ritmo del 2019, secondo un rapporto di Air Force Magazine. La maggior parte delle operazioni effettuate dagli USA hanno colpito lo Stato Islamico. 

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

Secondo quanto ricostruito da Al Jazeera, l’ISIS ha fatto la propria comparsa in Afghanistan poco dopo la sconfitta dei militanti in Siria e in Iraq nell’estate del 2014. Gli affiliati afghani dello Stato Islamico si definiscono la “Khorasan Province”, rievocando i territori dell’Afghanistan, dell’Iran e dell’Asia centrale che formavano l’omonima regione ai tempi del Medioevo. Il gruppo di militanti era inizialmente composto da poche persone, principalmente talebani del Pakistan attratti dall’ideologia dell’ISIS. Ad oggi, la Khorasan Province conta migliaia di combattenti, i quali sembrerebbero provenire principalmente dall’Asia centrale, ma anche da Paesi arabi tra cui la Cecenia, l’India e il Bangladesh. Tra i combattenti, anche alcuni uiguri provenienti dalla Cina.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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