Turchia, Francia, Germania e Gran Bretagna discutono di coronavirus e Siria

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 18:01 in Europa Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha tenuto una teleconferenza con i leader di Francia, Germania e Gran Bretagna, in cui sono state discusse le misure contro il coronavirus e le conseguenze della crisi siriana. 

Il vertice del quartetto ha avuto luogo il 17 marzo e ha visto la partecipazione del presidente francese, Emmanuel Macron, della cancelliera tedesca, Angela Merkel, e del primo ministro britannico, Boris Johnson. Il summit è avvenuto in teleconferenza, ma era già previsto e doveva tenersi a Istanbul e incentrarsi sulla questione migratoria e sulla situazione in  Siria. Tuttavia, l’incontro è stato trasformato in una videoconferenza proprio a seguito delle misure adottate dai vari Paesi, per arginare la diffusione del nuovo coronavirus, noto anche come COVID-19. 

Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa turca, Anadolu, il gruppo ha discusso della possibilità di attuare misure congiunte contro l’epidemia globale. Il virus è emerso a Wuhan, in Cina, a dicembre del 2019 e da allora si è diffuso in almeno 150 Paesi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMD) ha dichiarato che si tratta di una pandemia. Su oltre 190.000 casi confermati, il bilancio delle vittime supera i 7.500 individui in tutto il mondo. La Turchia ha attualmente 47 casi confermati, la maggior parte dei quali è stato infettato durante viaggi negli Stati Uniti, in Unione Europea o in Arabia Saudita. Ad oggi non sono stati registrati morti. 

Gli altri argomenti di discussione della teleconferenza del 17 marzo sono stati la crisi siriana e gli aiuti umanitari per la città siriana Nord-occidentale di Idlib. I leader hanno poi affrontato anche il tema degli ultimi sviluppi in Libia e dei rapporti tra Turchia e Unione Europea. La situazione al confine, intanto, rimane tesa. Decine di migliaia di migranti e richiedenti asilo stanno tentando di entrare in Unione Europea, attraverso la Grecia, da quando la Turchia ha dichiarato, il 28 febbraio, che non li avrebbe più trattenuti sul proprio territorio. Nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara aveva accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. 

Tuttavia, il governo turco afferma di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. A seguito della decisione di aprire le frontiere verso l’Europa, ci sono già stati i primi problemi. Migliaia di rifugiati bloccati al confine tra Turchia e Grecia si sono scontrati con la polizia greca in numerose occasioni. Al momento, con la crisi relativa al coronavirus, le preoccupazioni per la sicurezza di queste persone sta crescendo.  Il 10 marzo, l’autorità turca per le migrazioni ha dichiarato di aver presentato 2 richieste alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in merito a un migrante che sarebbe stato ucciso dalle forze greche al confine e di una famiglia che è stata respinta con la forza. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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