Niger: 50 terroristi di Boko Haram uccisi dall’esercito

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 17:46 in Africa Niger

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Almeno 50 terroristi di Boko Haram sono stati uccisi durante un tentato attacco contro un campo militare del Niger. Dallaltra parte, un soldato nigerino è rimasto solamente ferito. È quanto si apprende da una dichiarazione del Ministero della Difesa, martedì 17 marzo, riportata da diversi media locali e internazionali.

“Elementi terroristici di Boko Haram, pesantemente armati e alla guida di circa 20 veicoli, hanno attaccato il campo militare di Toummour, nella regione di Diffa. La risposta spontanea delle nostre forze di difesa e di sicurezza ha contribuito a respingere il nemico”, afferma il rapporto del Ministero, che specifica che i fatti sono avvenuti domenica 15 marzo. “50 combattenti di Boko Haram sono stati neutralizzati mentre un nostro soldato è rimasto ferito. Dopo l’attacco, i rinforzi del battaglione di intervento speciale dell’esercito del Niger hanno inseguito rapidamente il nemico fino alla sua base, sulle rive del Lago Ciad”. La dichiarazione afferma altresì che i militari del Niger hanno catturato diversi sospetti e sequestrato armi e veicoli.

Diffa si trova in uno stato di emergenza da almeno 5 anni, ovvero da quando Boko Haram ha lanciato una vera e propria insurrezione islamista nella regione, nel febbraio 2015. Lorganizzazione terroristica è presente in Nigeria dal 2000 e, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF). Lultimo attacco di Boko Haram su Diffa è del 7 marzo, quando in unoffensiva contro la base militare di Chetima Wangou 8 soldati sono rimasti uccisi e 3 dispersi. Il governo ha affermato che quasi tutti i terroristi sono stati neutralizzati attraverso attacchi aerei.

Anche altri militanti jihadisti, come quelli appartenenti al gruppo dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWAP), sono soliti compiere offensive in Nigeria e nei Paesi circostanti. L’ISWAP è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. Il 26 dicembre, alcuni suoi membri hanno rilasciato un video in cui si vedono alcuni membri del gruppo decapitare 11 nigeriani cristiani. L’organizzazione ha dichiarato che il gesto fa parte di una campagna volta a vendicare la morte del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi e del suo portavoce.

Solo qualche anno fa, la situazione sembrava destinata a migliorare. Nel 2015, dopo essere stato eletto per la prima volta, il presidente nigeriano Buhari aveva reso noto che l’esercito aveva fatto grandi passi avanti nella lotta contro Boko Haram. I militanti erano stati cacciati da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, e da altre città minori, trovandosi costretti a rifugiarsi nelle foreste. Tuttavia, con l’emergere di altre problematiche legate alla sicurezza, come le rivalità tra gruppi criminali, le uccisioni extragiudiziali della polizia regionale e gli scontri tra agricoltori e pastori nomadi nelle aree centrali, l’attenzione delle autorità di Abuja si è spostata altrove.

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo americano informa che in Nigeria Boko Haram e ISWAP hanno continuato a condurre, nel corso dell’anno passato, numerosi attacchi contro forze governative e di sicurezza. Boko Haram, in particolare, non ha mancato di effettuare attentati anche contro la popolazione civile, mentre lo Stato Islamico dell’Africa occidentale sta provando a stringere legami più forti con le comunità locali, provvedendo a fornire una serie di limitati servizi sociali. L’obiettivo principale del gruppo sono le forze di sicurezza locali. Verso la fine del 2018, le due organizzazioni, nonostante la presenza della Task Force multinazionale congiunta, sono riuscite a guadagnare la completa libertà di movimento negli Stati regionali del Borno e di Yobe. Più di 200.000 nigeriani sono stati costretti a cercare rifugio nei Paesi vicini, soprattutto Camerun, Ciad e Niger. Nel corso di tutto il 2018, Boko Haram e ISWAP hanno condotto circa 700 attacchi sul territorio della Nigeria, usando armi di piccola taglia, ordigni improvvisati, rapimenti, imboscate, attentati suicidi. Secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto mondiale tra i 163 Paesi considerati per misurare l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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