La Tunisia chiude i confini con la Libia

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 9:22 in Libia Tunisia

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La frontiera terrestre tra la Tunisia e la Libia è stata temporaneamente chiusa per evitare la diffusione del coronavirus. È quanto ha annunciato, lunedì 17 marzo, il ministro dei Trasporti tunisino, Anouar Maarouf, dopo che il Paese ha confermato un totale di 24 casi. Il governo di Tunisi ha altresì sospeso i voli internazionali e ha deciso di interrompere i viaggi in mare.

Gli attraversamenti aerei e terrestri con la Libia resteranno chiusi per almeno 3 settimane. Anche Tripoli, pur non avendo ancora registrato ufficialmente alcun caso di infezione da coronavirus, ha deciso di interrompere la maggior parte dei viaggi aerei e marittimi commerciali. Secondo quanto annunciato dal ministro dei trasporti della Libia, Milad Maatoug, resteranno tuttavia aperti i valichi di frontiera di Ras Jedir e Dhehiba-Wazen che continueranno a consentire l’evacuazione dei cittadini libici bloccati in Tunisia. Tra le altre misure preventive adottate tra Tripoli per cercare di bloccare il contagio vi sono la sospensione delle lezioni nelle scuole, la chiusura dei caffè e degli spazi pubblici e la riduzione della presenza di funzionari statali nelle pubbliche amministrazioni.

Nel Nord Africa, la situazione è piuttosto critica. I casi confermati sono arrivati a cifre molto superiori rispetto agli altri Paesi del continente e i numeri aumentano con rapidità. In Marocco, i pazienti attualmente positivi risultano 35, in Algeria 44 e in Egitto 130. I governi, tuttavia, stanno cercando di realizzare misure sempre più stringentiper provare a prevenire la diffusione del virus. Quasi tutti i voli sono stati sospesi, gli eventi pubblici sono stati rimandati o cancellati, alcune scuole e attività commerciali sono state temporaneamente chiuse. In Marocco, re Mohammed VI ha ordinato la creazione di un fondo da 1 miliardo di dollariper migliorare le infrastrutture sanitarie a aiutare i settori dell’economia in difficoltà, come il turismo. 

In Africa, i pericoli maggiori sono rappresentati dalla porosità dei confini, soprattutto nelle aree desertiche, dalla precarietà dei sistemi sanitari, dalla povertà diffusa e dall’insicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Uno studio della rivista medica Lancet, riferisce che l’Egitto, l’Algeria e il Sudafrica sono i Paesi africani a più alto rischio di diffusione del virus, in particolare per l’elevato numero di viaggi e le intense relazioni commerciali, soprattutto con la Cina. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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