La guerra di Washington e Pechino sul coronavirus

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 19:39 in Cina USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stato criticato per aver ripetutamente definito il COVID-19 come “il virus cinese”. Pechino, da parte sua, ha avanzato l’ipotesi che sia stato l’esercito USA a portare il coronavirus a Wuhan. 

I critici del presidente degli USA affermano che l’utilizzo di tali espressioni sta “alimentando il bigottismo” e mettendo a rischio le comunità asiatico-americane. La Cina e gli Stati Uniti si sono scontrati sulle origini del virus, ignorando gli avvertimenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha chiesto di non collegare l’agente patogeno, che è stato rilevato per la prima volta nella città cinese di Wuhan, ad una particolare area o comunità, per evitare discriminazioni o stigmatizzazioni. Al 17 marzo, il COVID-19 ha infettato oltre 173.000 persone in tutto il mondo e ucciso oltre 7000 individui, secondo i dati dell’OMS.

Il 17 marzo, Trump ha pubblicato un post su Twitter: “Gli Stati Uniti supporteranno con forza quei settori, come le compagnie aeree e altri, che sono particolarmente colpiti dal virus cinese. Saremo più forti che mai!”. Il presidente USA ha poi continuato, con un tweet successivo in cui parlava dell’impatto del COVID-19 nel Paese, affermando: “Alcuni sono stati colpiti duramente dal virus cinese, altri praticamente per niente”. In precedenza, il segretario di Stato, Mike Pompeo, si è riferito al coronavirus come al “virus di Wuhan”. I commenti di Trump hanno suscitato un pronto rimprovero da parte Pechino. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Geng Shuang, parlando ai giornalisti, ha esortato gli Stati Uniti “a correggere l’errore e a fermare le sue infondate accuse contro la Cina”.

L’agenzia di stampa ufficiale cinese, Xinhua, ha commentato le parole di Trump, scrivendo che l’uso di “nomi razzisti e xenofobi per dare la colpa dello scoppio del contagio ad altri Paesi può solo rivelare l’irresponsabilità e l’incompetenza dei politici che aumenteranno le paure nei confronti del virus”. Nel frattempo, Pechino, che è stata accusata di aver inizialmente nascosto l’epidemia, ha diffuso una teoria sulle origini del virus, la cui fondatezza è particolarmente dubbia. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Zhao Lijian, ha scritto in un post su Twitter che “potrebbe essere l’esercito americano ad aver portato l’epidemia a Wuhan”. Questo sarebbe accaduto durante una visita di una delegazione militare nella città cinese, avvenuta ad ottobre 2019. 

Intanto, il direttore della Central Foreign Affairs Commission di Pechino, Yang Jiechi, ha parlato al telefono con il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, il 15 marzo, sostenendo che i tentativi degli Stati Uniti di infangare gli sforzi della Cina contro il coronavirus “non avranno successo”. La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa Reuters, che ha citato un servizio dell’emittente cinese CCTV, del 16 marzo. Nella chiamata, Yang ha riferito a Pompeo che Pechino condanna gli sforzi dei politici statunitensi di denigrare la Cina e le sue azioni contro la pandemia di coronavirus. Il rappresentante cinese ha poi aggiunto che tali comportamenti hanno danneggiato gli interessi cinesi e avranno conseguenze nei rapporti bilaterali. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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