Filippine: l’isola principale in quarantena rafforzata

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 13:31 in Asia Filippine

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Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha messo l’intera isola di Luzon e i suoi 57 milioni di abitanti sotto quarantena rafforzata, fino al 12 aprile, per fermare la diffusione del coronavirus. 

Il 16 marzo, in un discorso pubblico trasmesso in televisione, Duterte ha affermato che gli spostamenti pubblici saranno limitati all’acquisto di cibo, medicine e altri beni essenziali, necessari per sopravvivere. Tali misure si applicano anche alla capitale, Manila, che si trova anch’essa sull’isola di Luzon. “Solo le attività che forniscono servizi come cibo e medicine devono essere aperti”, ha riferito Duterte. Il presidente ha incaricato i funzionari del lavoro e della previdenza sociale di attuare le misure necessarie ad alleviare le perdite che il blocco delle attività causerà alle piccole imprese e ai lavoratori salariati. Duterte ha poi chiesto alle aziende di erogare la tredicesima ai propri dipendenti, in caso di impossibilità di pagare gli stipendi. 

Secondo gli ultimi dati del Dipartimento della Sanità delle Filippine, ci sono 142 casi confermati di COVID-19 e 12 decessi. Il portavoce presidenziale, Salvador Panelo, ha spiegato che, nell’ambito di una quarantena della comunità potenziata, “sarà attuato un rigoroso isolamento domestico in tutte le famiglie, il trasporto sarà sospeso, la fornitura di cibo e servizi essenziali sarà regolata e una maggiore presenza di personale in uniforme per far rispettare le procedure di quarantena sarà implementato”. Il blocco dell’isola più grande e popolosa del Paese riguarderà circa 57 milioni di persone. “Abbiamo già una quarantena di comunità potenziata che abbiamo iniziato 2 giorni fa, la stiamo semplicemente espandendo in tutta Luzon”, ha affermato Panelo, riferendosi alle misure attuate, a partire dal 15 marzo, nella capitale, Manila. 

La mossa è la più aggressiva attuata dai Paesi asiatici che lottano per far fronte alla pandemia, che ha già infettato più di 164.000 persone nel mondo e causato la morte di almeno 6.500 individui, oltre ad aver paralizzato la sanità pubblica di numerosi Paesi. L’annuncio del blocco è arrivato a seguito della realizzazione dell’impossibilità di attuare misure di “distanziamento sociale” per evitare la diffusione del coronavirus. Queste fanno riferimento al mantenimento di distanze adeguate e all’evitare contatti, al fine di non passare l’infezione da una persona all’altra. Duterte aveva annunciato, il 14 marzo, una “quarantena di comunità” a partire dalla mezzanotte del 15, interrompendo l’accesso domestico, terrestre e marittimo alla capitale, nel tentativo di rallentare la diffusione. Le lezioni scolastiche, il lavoro e i servizi non essenziali sono stati sospesi e si stima che 12 milioni di residenti siano stati invitati a rimanere a casa.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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