Egitto: polizia elimina 6 terroristi nel Sinai del Nord

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 16:18 in Africa Egitto

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Almeno 6 terroristi egiziani sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con le forze di polizia in seguito a un raid nella città di Bir El-Abd nel Sinai del Nord. È quanto ha riferito, in una dichiarazione rilasciata lunedì 16 marzo, il Ministero dellInterno del Cairo. Nella nota si legge che la polizia ha effettuato loperazione dopo che l’agenzia di sicurezza nazionale dell’Egitto ha ricevuto informazioni su un gruppo terroristico che stava usando un edificio in costruzione a Bir Al-Abd come nascondiglio. Durante il raid, almeno 6 terroristi hanno perso la vita nello scontro con le forze di sicurezza. Nel nascondiglio, la polizia ha riferito di aver trovato un gran numero di armi automatiche e ordigni esplosivi. Tra gli agenti, non è stata segnalata alcuna vittima.

È dal 2013 che la regione del Sinai del Nord rappresenta il fulcro della violenza islamista in Egitto. Anche negli ultimi mesi, lo stato dallerta continua ad essere alto. In seguito ad alcuni episodi che hanno destato preoccupazione nel Paese, il 22 luglio 2019 è stato proclamato lo stato di emergenza e un coprifuoco in tutta la regione. Inoltre, il Parlamento monocamerale egiziano, il 14 gennaio, ha ulteriormente esteso lo stato di emergenza a livello nazionale per tre mesi. In particolare, questo è entrato in vigore all’una di notte, ora locale, del 27 gennaio e durerà fino alla stessa ora del 27 aprile 2020. Si è trattato della dodicesima decisione consecutiva di tal tipo. La prima risale al 10 aprile 2017.

A inizio novembre 2019, l’esercito egiziano aveva riferito che le proprie forze erano riuscite ad uccidere 83 presunti militanti terroristi nel mese precedente, a seguito di operazioni condotte sia nel Sinai del Nord sia nelle aree centrali della regione. Ai militanti uccisi, definiti infedeli, si sono aggiunti altri morti e feriti tra le forze di sicurezza. Il periodo preso in considerazione va dal 28 settembre al 4 novembre 2019. In tale lasso di tempo, sono stati 61 i presunti criminali detenuti, trovati in possesso di circa 376 dispositivi esplosivi. Non è stato, però, specificato il gruppo di appartenenza di tali gruppi armati. Uno degli ultimi episodi di scontro tra i militari egiziani e i terroristi del Sinai risale invece al 9 febbraio, quando 10 militanti jihadisti sono stati uccisi, mentre tentavano di realizzare un attentato.

Il Sinai del Nord, zona di congiunzione tra i continenti africano ed asiatico, è teatro, da anni, anche di operazioni militari. L’esercito egiziano ha lanciato una campagna nel Sinai, chiamata Comprehensive Operation – Sinai, il 9 febbraio 2018, con l’obiettivo di intensificare i controlli nella regione e contrastare i ribelli islamisti e le altre attività criminali che compromettono la sicurezza e la stabilità del Paese. 

Secondo dati ufficiali, sono 60 soldati egiziani uccisi da febbraio 2018. Inoltre, tra luglio 2013 e luglio 2018, l’Organizzazione Araba per i Diritti Umani ha documentato la morte di 4.010 civili nel Sinai, tra cui 3.709 persone che, a detta dell’esercito, sono decedute negli scontri con le forze di sicurezza. Per la restante parte, si è trattato di attacchi indiscriminati, su cui non è stata aperta alcuna indagine.

Tra le organizzazioni terroristiche più attive vi è Wilayat Sinai, che trova la sua origine in un ulteriore gruppo, Ansar Bayat al-Maqdis, fautore del raggruppamento di diversi militanti attivi nella regione del Sinai. Nel 2014, Wilayat Sinai ha giurato fedeltà all’ISIS, assumendo il nome attuale. Si stima che il numero dei combattenti oscilli tra i 1.000 ed il 1.500, operanti per lo più in tale regione, ma responsabili di alcuni attacchi anche in altre aree egiziane. Il 2 novembre scorso, inoltre, tale organizzazione ha giurato fedeltà al nuovo leader dello Stato Islamico, Abu Ibrahim al-Hashemi al-Quraishi.

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Chiara Gentili

di Redazione

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