Coronavirus in Africa: primi casi in altri 4 Paesi

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 11:22 in Africa

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Nella giornata di lunedì 16 marzo, altri 4 Paesi africani hanno confermato i loro primi casi di coronavirus. Si tratta di Somalia, Tanzania, Liberia e Benin. Attualmente, dunque, risultano colpiti 30 Stati del continente.

Il Benin ha rivelato, tramite una dichiarazione del governo, che il suo primo paziente è un uomo di 49 anni proveniente dal Burkina Faso ed entrato nel Paese la scorsa settimana, il 12 marzo. Lindividuo è stato isolato e le autorità sono alla ricerca di tutti i suoi precedenti contatti. Nelle scorse settimane, il governo ha stanziato circa 7 miliardi di franchi francesi per combattere contro la diffusione del virus. Nonostante il primo paziente sia stato identificato adesso, 10 giorni fa era arrivata la notizia di un cittadino del Togo risultato positivo al coronavirus dopo un viaggio tra la Germania, la Turchia, la Francia e lo stesso Benin.

La Liberia, dal canto suo, ha specificato che il virus sarebbe stato importato nel Paese da un funzionario governativo recentemente rientrato dalla Svizzera. Luomo, che è il capo dell’agenzia per la protezione ambientale della Liberia, è attualmente in isolamento, mentre procede lidentificazione di tutte le persone entrate in contatto con lui nelle ultime settimane. In un discorso pubblico rilasciato dopo la notizia del primo paziente infetto, il presidente George Weah ha chiesto sforzi concertati per combattere il virus e ha sottolineato che il governo farà tutto il necessario per garantire che i cittadini siano al sicuro.

In Tanzania, il Ministero della Salute ha riferito che il primo caso rintracciato nel Paese è quello di una donna tanzaniana di 46 anni tornata ieri dallestero. Il paziente è stato messo in isolamento, secondo le procedure standard, e sta ricevendo tutta lassistenza necessaria, ha rassicurato il governo di Dodoma.

Il primo caso di coronavirus in Somalia, infine, è stato annunciato in diretta sulla tv nazionale dal ministro della Salute, Fowsiya Abukar. Senza fornire troppi dettagli, il ministro ha dichiarato che si tratta di un cittadino somalo recentemente tornato dall’estero. Le autorità hanno dunque annunciato la sospensione di tutti i voli internazionali per due settimane, a partire dal 18 marzo. Già da qualche giorno, è vietato lingresso a tutte quelle categorie di viaggiatori provenienti da Paesi ad alto rischio.

Attualmente, nell’Africa orientale e nella regione del Corno, solo Eritrea, Sud Sudan, Gibuti e Burundi non hanno ancora annunciato nessun caso. In Africa occidentale, invece, i Paesi al momento esclusi dal calcolo degli Stati colpiti sono solo Sierra Leone, Capo Verde, Guinea-Bissau, Gambia, Mali e Niger. In Nord Africa, infine, solo la Libia risulta momentaneamente priva di casi accertati e ufficiali. In totale, su tutto il continente, sono circa 380 i casi totali confermati. In particolare, secondo i dati della John Hopkins University, allo stato attuale ci sono 4 casi in Camerun, 62 in Sudafrica, 3 in Nigeria, 1 in Togo, 1 in Benin, 15 in Burkina Faso, 1 in Liberia, 24 in Senegal, 1 in Mauritania, 35 in Marocco, 45 in Algeria, 24 in Tunisia, 130 in Egitto, 2 in Repubblica Democratica del Congo, 1 in Costa d’Avorio, 3 in Kenya, 2 in Namibia, 1 in Gabon, 1 in Guinea Equatoriale, 6 in Ghana, 5 in Etiopia, 1 in Congo, 1 in Guinea, 1 in Repubblica Centrafricana, 1 in Somalia, 1 in Tanzania, 7 in Ruanda, 1 in Eswatini, 1 in Sudan deceduto poco dopo la conferma della positività. 

Nel Nord Africa, la situazione è piuttosto critica. I casi confermati sono arrivati a cifre molto superiori rispetto agli altri Paesi del continente e i numeri aumentano con rapidità. I governi stanno cercando di realizzare misure sempre più stringenti per provare a prevenire la diffusione del virus. Quasi tutti i voli sono stati sospesi, gli eventi pubblici sono stati rimandati o cancellati, alcune scuole e attività commerciali sono state temporaneamente chiuse. In Marocco, re Mohammed VI ha ordinato la creazione di un fondo da 1 miliardo di dollari per migliorare le infrastrutture sanitarie a aiutare i settori dell’economia in difficoltà, come il turismo. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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