Anche la Palestina lotta contro il coronavirus

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 10:53 in Medio Oriente Palestina

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Il coronavirus, altresì noto come Covid-19, ha raggiunto anche la Palestina, dove le risorse limitate ed un sistema sanitario debole rendono la sfida ancora più complessa.

In particolare, stando alle ultime informazioni riferite il 16 marzo, il bilancio dei contagi ha raggiunto quota 39, situati perlopiù a Betlemme. Di questi, 37 persone sono risultate essere infette dopo che un gruppo di 51 turisti religiosi provenienti dalla Grecia e giunti a Betlemme nei primi di marzo, è risultato positivo una volta tornato nel proprio Paese. Le autorità greche hanno informato il governo palestinese di quanto scoperto e quest’ultimo, dal canto suo, ha rintracciato nell’immediato tutti coloro che avevano avuto contatti con i turisti greci.

Gli ultimi due casi, invece, sono stati registrati nella città settentrionale di Tulkarem. Qui, un operaio che lavora in Israele ha affermato di essere stato contagiato dal proprio datore di lavoro, il quale, a sua volta, aveva contratto il virus nel corso di un viaggio all’estero. L’ultimo caso riguarda, invece, uno studente di medicina ritornato a casa il 9 marzo dalla Polonia, dove frequenta l’università. Ciò è stato reso noto il 16 marzo dal primo ministro palestinese, Mohammad Shtayyeh.

Il governo palestinese si è attivato sin da subito. Appena dopo la scoperta dei primi contagi, l’intera città di Betlemme è stata chiusa ed è stata avviata una vasta campagna di test per il coronavirus, mentre i casi sospetti sono stati posti immediatamente in quarantena. Secondo quanto riferito dal portavoce del governo, Ibrahim Melhim, l’Autorità Palestinese ha adottato una strategia su più fronti, con il fine di frenare la diffusione del virus. Tuttavia, secondo quanto riferito, sono stati profusi altresì sforzi per aggiornare la popolazione ed evitare, al contempo, dicerie e cattiva informazione. A tale scopo, è stato creato un sito web dove è possibile consultare le informazioni relative ai contagi, tra cui anche età, sesso e progressi medici. Inoltre, al momento, 3.570 cittadini sono in quarantena, di cui 2.676 nella Striscia di Gaza, e tutti i palestinesi musulmani sono stati esortati a limitare le preghiere nelle proprie abitazioni, senza recarsi in moschea.

É lo stesso Shtayyeh ad aver annunciato che il Kuwait ha inviato alla Palestina una somma di 5.5 milioni di dollari, destinati ad assistere il governo ad affrontare l’emergenza sanitaria. Parallelamente, secondo quanto riferito da Melhim, l’Autorità Palestinese e Israele stanno dimostrando un buon livello di coordinamento per contenere la diffusione del virus, ma il governo israeliano non ha ancora consentito il rilascio dei fondi ricavati dalle tasse erogate dai palestinesi, essenziali per rafforzare le capacità dell’Autorità Palestinese nel far fronte al Covid-19.

Non da ultimo, circa 400.000 lavoratori palestinesi viaggiano ogni giorno tra Cisgiordania e Israele e, secondo Melhim, il rischio è che siano proprio questi a portare il virus nei territori palestinesi. Israele, dal canto suo, ha raggiunto quota 277 contagi, secondo i dati riferiti il 16 marzo. A detta del portavoce del governo palestinese, anche la situazione nella Striscia di Gaza viene continuamente monitorata, in quanto possibile area di contagio, visti i numerosi palestinesi che viaggiano verso l’Egitto e Israele. “Stiamo combattendo su due fronti: uno contro la pandemia e l’altro contro l’occupazione militare di Israele” sono state le parole di Melhim. A tal proposito, secondo quanto riferito, le forze dell’esercito israeliano continuano a condurre attacchi contro civili, e ciò complica ulteriormente quanto attuato per frenare l’emergenza sanitaria.

Il governo palestinese, tuttavia, è stato colto di sorpresa dalla pandemia, e tuttora risente della mancanza di attrezzature mediche sufficienti ed adeguate, destinate altresì allo screening dei pazienti, oltre che di strutture per la messa in quarantena. Attualmente, i pazienti vengono curati negli hotel locali, vista la mancanza di posti letto negli ospedali. Oltre al Kuwait, anche il Qatar ha donato all’Autorità Palestinese 10 milioni di dollari per frenare la diffusione di coronavirus. Melhim ha riferito che i palestinesi apprezzano tutto l’aiuto offerto dagli Stati arabi e hanno fatto appello affinché altri continuino ad assisterli in questa loro lotta.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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