Scontro diplomatico USA-Cina sul coronavirus

Pubblicato il 16 marzo 2020 alle 18:02 in Cina USA e Canada

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Il direttore della Central Foreign Affairs Commission di Pechino, Yang Jiechi, ha parlato al telefono con il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, sostenendo che i loro tentativi di infangare gli sforzi della Cina contro il coronavirus “non avranno successo”.

La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa Reuters, che cita un servizio dell’emittente cinese CCTV, del 16 marzo. Nella chiamata, Yang ha riferito a Pompeo che la Cina condanna gli sforzi dei politici statunitensi di denigrare la Cina e i suoi sforzi contro la pandemia di coronavirus. Il rappresentante di Pechino ha poi aggiunto che tali azioni hanno danneggiato gli interessi cinesi e avranno conseguenze nei rapporti bilaterali. 

Intanto, il 16 marzo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito che la pandemia è la peggiore “crisi sanitaria globale del nostro tempo” e ha esortato i Paesi ad aumentare il numero di test. “Non possiamo combattere il fuoco con gli occhi bendati”, ha affermato il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in una conferenza stampa a Ginevra. “Abbiamo un semplice messaggio per tutti i Paesi: testate, testate, testate”, ha aggiunto. L’OMS ha poi sottolineato che senza test, i casi non potevano essere isolati e la catena di infezione non si sarebbe fermata. 

Intanto, gli Stati Uniti e i Paesi di tutta Europa hanno chiuso scuole, luoghi di intrattenimento e tutti i servizi tranne quelli essenziali, nel tentativo di combattere il virus. I governi stanno anche limitando i viaggi, sia interni sia esterni, per frenare il movimento delle persone. La Corea del Sud e la Cina, entrambe diffidenti nei confronti delle infezioni provenienti dall’estero, hanno inasprito i requisiti per gli arrivi internazionali. Attualmente vengono segnalati più casi al di fuori della Cina, dove il virus è stato segnalato per la prima volta, il 31 dicembre 2019. A livello globale, il coronavirus ha infettato oltre 164.000 persone e ha causato almeno 6.500 decessi.

Tuttavia, nonostante la pandemia di coronavirus, il 15 marzo, la Cina ha dato inizio ad una serie di esercitazioni militari anti-terrorismo con la Cambogia, note come “Golden Dragon 2020”. Si tratta della quarta esercitazione congiunta dei due Paesi dal 2016, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa cinese Xinhua. Le operazioni si stanno svolgendo nella provincia Sud-occidentale di Kampot, in Cambogia, e sono incentrate su esercitazioni antiterrorismo e sul salvataggio umanitario. Il generale Vong Pisen, comandante in capo delle forze armate cambogiane, e l’ambasciatore cinese in Cambogia, Wang Wentian, hanno presieduto la cerimonia di apertura del 15 marzo. Il Golden Dragon 2020, secondo la stampa cinese, durerà fino all’1 aprile.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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