Parigi: sviluppi nelle indagini sugli attentati del 13 novembre 2015

Pubblicato il 16 marzo 2020 alle 13:38 in Europa Francia

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A seguito di oltre 4 anni di indagini sugli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, la Procura Nazionale Antiterrorismo (Pnat) francese ha annunciato che i processi di 20 persone sono stati inviati alla corte d’assise e 14 nuove persone sono indagate. 

La notizia è stata resa nota il 16 marzo dalle autorità francesi. Tra le persone che andranno a processo c’è il franco-belga Salah Abdeslam, l’unico membro noto ed ancora vivo del gruppo di militanti che ha effettuato gli assalti del 13 novembre 2015. Unde delle notizie principali annunciate dalla Procura francese è che altri 14 sospetti sono stati incriminati. Inoltre, 1.765 persone fisiche e giuridiche si sono costituite parti civili, secondo l’accusa. “Al termine di questa procedura, con un volume di 472 tomi consultati, 14 persone sono sotto indagine, di cui 11 si trovano in stato di detenzione preventiva e 3 sotto controllo giudiziario. Inoltre, 6 persone sono soggette a mandato di arresto”, ha specificato ulteriormente la Procura Nazionale Antiterrorismo.

Nel diritto francese, similmente a quello italiano, la Corte d’assise giudica i reati più gravi, per i quali è prevista una condanna compresa tra 10 anni di reclusione e l’ergastolo. Non è una giurisdizione permanente, ma si riunisce ogni 3 mesi per circa 15 giorni. Questa è formata da 3 giudici togati. Uno di questi è il presidente, noto anche come consigliere alla Corte d’appello. Poi ci sono 2 consiglieri alla Corte d’appello e una giuria, formata da 9 cittadini nominati a sorte. I delitti in materia di terrorismo o quelli relativi alle leggi militari o al traffico di droga sono giudicati da una corte d’assise composta esclusivamente da giudici togati. 

Quello del Bataclan fu l’attentato più mortale della serie di attacchi terroristici avvenuti a Parigi la sera del 13 novembre 2015. Intorno alle 21,40, al teatro Bataclan, presso boulevard Voltaire, la band americana Eagles of Death Metal si stava esibendo di fronte a circa 1,500 persone. Tre uomini vestiti di nero armati di fucili da assalto fecero irruzione nella sala, sparando contro la folla e gridando “Allahu Akbar”. Inizialmente, gli spettatori pensarono che i colpi facessero parte di uno spettacolo pirotecnico, ma non appena si resero conto che era in corso un attacco, iniziarono a tentare di scappare dal teatro. Gli spari durarono complessivamente 20 minuti, durante i quali i terroristi arrivarono anche a lanciare granate contro le persone. Le forze speciali fecero poi irruzione nell’edificio, dove gli assalitori si fecero esplodere. Le vittime complessive furono 89, mentre i feriti 99. 

Solo 8 dei 9 attentatori furono identificati. Allo Stade de France erano presenti Bilal Hafdi, classe 1995, e Ahmad al-Mohammad, classe 1990. Il terzo kamikaze non venne mai identificato. Nei blitz contro i ristoranti presso il decimo e l’undicesimo arrondissement di Parigi, agirono i fratelli Brahim e Salah Abdeslam, il primo, 31enne, morì, mentre il secondo, 27enne, riuscì a fuggire per poi essere catturato dalla polizia il 18 marzo 2016 a Moleenbeck, Bruxelles. Il terzo attentatore, classe 1987, era Abdelgamid Abaaoud, ritenuto essere la mente degli attacchi e l’indottrinatore dei fratelli Abdeslam. Dopo essere riuscito a fuggire, fu ucciso dalla polizia il 18 novembre, a Saint-Denis. Al Bataclan, i terroristi erano il 29enne Omar Ismail Mostefai, il 28enne Samy Animour e il 23enne Foured Mohamed-Aggad, tutti deceduti. Il 14 novembre 2015, l’ISIS rivendicò gli attentati attraverso un comunicato in cui definì Parigi “una città di crociati”, piena di “prostituzione e vizi”, e in cui minacciò di colpirla nuovamente.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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