Nigeria: 6 soldati uccisi in un attacco di Boko Haram

Pubblicato il 16 marzo 2020 alle 16:58 in Africa Nigeria

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Sei soldati nigeriani sono rimasti uccisi in unimboscata condotta da alcuni terroristi di Boko Haram, domenica 15 marzo, nel Nord-Est del Paese. I militanti hanno aperto il fuoco contro un convoglio dellesercito che stava pattugliando la zona vicino al villaggio di Mayanti, al confine con il Camerun. Si tratta di unarea frequentemente presa dassalto dai gruppi terroristici. Abbiamo perso 6 soldati nellagguato di Boko Haram, ha riferito un ufficiale dellesercito, che ha preferito rimanere anonimo. Una seconda fonte, sempre parlando in condizione di anonimato, ha specificato che il convoglio stava viaggiando verso la vicina città di Banki quando è stato assalito da una pioggia di proiettili e di granate.

Uno degli ultimi attacchi di Boko Haram si era verificato il 5 marzo, quando un gruppo di uomini armati aveva ucciso 4 agenti di polizia e 2 civili durante un attentato contro una base militare situata nello stato del Borno.

Secondo gli esperti, il governo della Nigeria sta faticando a ritrovare la stabilità dal momento che è impegnato simultaneamente su vari fronti, da quello degli attentati di matrice islamista, nel Nord-Est del Paese, ai conflitti etnici nelle regioni centrali, agli attacchi delle bande criminali. La minaccia più importante, tuttavia, è rappresentata dall’organizzazione terroristica di Boko Haram.  Si tratta di un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Anche altri militanti jihadisti, come quelli appartenenti al gruppo dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWAP), sono soliti compiere offensive in Nigeria e nei Paesi circostanti. L’ISWAP è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. Il 26 dicembre, alcuni suoi membri hanno rilasciato un video in cui si vedono alcuni membri del gruppo decapitare 11 nigeriani cristiani. L’organizzazione ha dichiarato che il gesto fa parte di una campagna volta a vendicare la morte del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi e del suo portavoce.

Solo qualche anno fa, la situazione sembrava destinata a migliorare. Nel 2015, dopo essere stato eletto per la prima volta, il presidente nigeriano Buhari aveva reso noto che l’esercito aveva fatto grandi passi avanti nella lotta contro Boko Haram. I militanti erano stati cacciati da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, e da altre città minori, trovandosi costretti a rifugiarsi nelle foreste. Tuttavia, con l’emergere di altre problematiche legate alla sicurezza, come le rivalità tra gruppi criminali, le uccisioni extragiudiziali della polizia regionale e gli scontri tra agricoltori e pastori nomadi nelle aree centrali, l’attenzione delle autorità di Abuja si è spostata altrove.

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo americano informa che in Nigeria Boko Haram e ISWAP hanno continuato a condurre, nel corso dell’anno passato, numerosi attacchi contro forze governative e di sicurezza. Boko Haram, in particolare, non ha mancato di effettuare attentati anche contro la popolazione civile, mentre lo Stato Islamico dell’Africa occidentale sta provando a stringere legami più forti con le comunità locali, provvedendo a fornire una serie di limitati servizi sociali. L’obiettivo principale del gruppo sono le forze di sicurezza locali. Verso la fine del 2018, le due organizzazioni, nonostante la presenza della Task Force multinazionale congiunta, sono riuscite a guadagnare la completa libertà di movimento negli Stati regionali del Borno e di Yobe. Più di 200.000 nigeriani sono stati costretti a cercare rifugio nei Paesi vicini, soprattutto Camerun, Ciad e Niger. Nel corso di tutto il 2018, Boko Haram e ISWAP hanno condotto circa 700 attacchi sul territorio della Nigeria, usando armi di piccola taglia, ordigni improvvisati, rapimenti, imboscate, attentati suicidi. Secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto mondiale tra i 163 Paesi considerati per misurare l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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