L’esercito turco “neutralizza” 11 militanti curdi in Siria

Pubblicato il 16 marzo 2020 alle 20:24 in Siria Turchia

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L’esercito turco ha “neutralizzato” 11 presunti terroristi che stavano tentando di infiltrarsi nei territori siriani settentrionali, secondo quanto ha riferito il Ministero della Difesa di Ankara, il 16 marzo. 

Gli 11 individui presi di mira sono stati definiti “terroristi YPG/PKK, che stavano tentando di infiltrarsi nella regione dell’Operazione Fonte di Pace, con l’intenzione di disturbare la sicurezza stabilita nell’area”, si legge nella dichiarazione delle autorità turche. I sospetti sono quindi “stati neutralizzati nelle operazioni svolte”. Le autorità turche usano generalmente il verbo “neutralizzare” per indicare che le persone in questione si sono arrese o sono state uccise o catturate. Il Ministero di Ankara ha poi ribadito la sua determinazione a “continuare ad adottare misure per sostenere la pace e la sicurezza nella regione”.

L’esercito turco ha lanciato un’offensiva militare contro le regioni nordorientali della Siria, mercoledì 9 ottobre. L’operazione, dal nome “Fonte di pace” è stata promossa da Erdogan al fine di contrastare le milizie curde presenti in Siria. L’attacco arriva a seguito del ritiro statunitense dalla regione, che ha lasciato scoperte le Syrian Democratic Forces (SDF), presenti nell’area e guidate dalle Unità di Protezione del Popolo Curdo (YPG). Queste erano state il principale alleato degli Stati Uniti nella lotta contro l’ISIS in Siria. Grazie a tale collaborazione, negli ultimi anni, le SDF sono riuscite ad ampliare il proprio controllo nelle zone settentrionali ed orientali della Siria, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. 

Per la Turchia, le forze curde siriane rappresentano un’organizzazione terroristica, per via di presunti legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Il presidente turco si oppone fortemente all’ipotesi che queste possano controllare un territorio così vasto al confine con la Turchia. L’operazione è stata duramente condannata a livello internazionale, con Germania e Francia che hanno bloccato le esportazioni di armi verso Ankara e numerosi altri Paesi di tutto il mondo che hanno chiesto la fine immediata dell’offensiva. 

Tale situazione complica ulteriormente il quadro nel Nord della Siria. Specialmente se si considera che, a fianco dell’esercito turco vi sono le milizie della cosiddetta Turkish- backed Free Syrian Army (TFSA), nota anche come Esercito Nazionale Siriano. Si tratta di un gruppo militare costituitosi il 30 dicembre 2017, formato da arabi siriani e turkmeni siriani, attivi nel Nord-Est della Siria e cooptati da Ankara anche precedentemente, con l’obiettivo di contrastare la presenza curda e di creare la cosiddetta “free zone” per il ritorno dei rifugiati siriani ospitati al momento in Turchia. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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