Grecia: 190 migranti recuperati da una nave cisterna a Kea

Pubblicato il 16 marzo 2020 alle 17:25 in Grecia Immigrazione

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Una nave cisterna, con a bordo circa 190 migranti, si è incagliata appena fuori dal porto dellisola cicladica di Kea, vicino ad Atene. È quanto ha riferito, lunedì 16 marzo, la Guardia costiera greca, affermando che la nave si sarebbe scontrata contro i frangiflutti del porto nelle prime ore del mattino, a causa dei venti di burrasca e mare mosso. Tutti i passeggeri, tra cui 29 donne e 38 bambini, sono riusciti a sbarcare da soli sulla terra e sono stati temporaneamente ospitati dal comune in un albergo del luogo. Ulteriori dettagli sulla nave, tuttavia, non sono ancora noti. Non si sa esattamente da dove sia salpata e quale sarebbe stata la destinazione prevista.

Kea è un’isola situata vicino alla capitale, lontana dalla costa turca, e non fa parte dellarcipelago dellEgeo, che comprende ad esempio Lesbo e Chios. Inoltre, mentre migliaia di migranti si dirigono verso le isole greche dell’Egeo dalla vicina Turchia, usando generalmente gommoni, è raro, sebbene non senza precedenti, che i trafficanti utilizzino navi mercantili o petroliere per trasportare i migranti verso la Grecia.

Secondo le autorità greche, oltre un migliaio di migranti e rifugiati sono arrivati sulle isole di Lesbo, Chios e Samos in seguito alla decisione della Turchia di aprire i suoi confini con lEuropa e di non impedire più il passaggio dei migranti. Per dissuaderli dallattraversare il mare alla volta della Grecia, Atene ha sospeso tutte le procedure di asilo a partire dal primo marzo per un periodo di almeno un mese. I migranti che arrivano dopo questa data presi e messi in detenzione o rimpatriati. Inoltre, al fine di alleggerire la situazione di affollamento dei centri per migranti, circa 400 migranti, arrivati a Lesbo dopo il primo marzo sono stati trasferiti, domenica 15 marzo, nel campo chiuso di Malakassa, nella Grecia continentale. Un totale di circa 1.020 migranti e rifugiati sono arrivati a Lesbo, Samo e Chios dallinizio di marzo e saranno presto trasferiti nei campi profughi della terraferma.

Erdogan ha parlato a Bruxelles della crisi dei migranti con alti funzionari dell’UE, il 9 marzo, e ha ribadito che la Grecia deve cambiare atteggiamento. Inoltre, il presidente turco ha annunciato che convocherà un nuovo vertice a Istanbul, il 17 marzo, per discutere della questione con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e forse il primo ministro britannico, Boris Johnson. Erdogan ha affermato di voler aggiornare l’accordo sulla migrazione del 2016 tra Ankara e l’UE e l’unione doganale della Turchia con il blocco, e di voler anche rilanciare il processo di adesione all’UE della Turchia. 

Nell’ambito dell’accordo siglato da Unione europea e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara ha accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. Il governo turco afferma di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. A seguito della decisione di aprire le frontiere verso l’Europa, la situazione sta diventando sempre più critica. Migliaia di rifugiati bloccati al confine tra Turchia e Grecia si sono scontrati con la polizia greca fin dal 29 febbraio. Le forze di sicurezza hanno utilizzato gas lacrimogeni contro la folla ammassata lungo i valichi di frontiera.

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Chiara Gentili

di Redazione

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