Coronavirus: la Spagna schiera l’esercito, pesanti critiche al governo per la gestione della crisi

Pubblicato il 16 marzo 2020 alle 9:52 in Europa Spagna

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Il Ministero della Difesa spagnolo ha mosso i primi passi per affrontare la crisi del coronavirus. Come spiegato dal ministro Margarita Robles, è stato creato un comando militare unico per coordinare l’azione dei militari in questa crisi ed è già stato inviato all’Unità di emergenza militare (UME) in alcune città spagnole, con il compito di “identificare le situazioni di emergenza e sondare le necessità”.

In particolare, le truppe UME sono state schierate in città in cui questa unità ha già contingenti, e cioè Madrid, Valencia, Siviglia, Saragozza, León, Las Palmas de Gran Canaria e Santa Cruz de Tenerife. Ci sono già 350 soldati di tale unità schierati in diversi punti delle città. A Madrid si trovano ad Atocha, Chamartín, Méndez Alvaro e nei comuni limitrofi di Móstoles, Torrejón, Fuenlabrada e Leganés. 

In una riunione con i massimi vertici militari, è stato concordato di attivare un unico comando che sarà il Capo dello Stato Maggiore della Difesa, Miguel Ángel Villarroya, che, attraverso il comando operativo, integrerà le capacità operative, sanitarie, logistiche e infrastrutturali appartenenti alla UME, all’unità sanitaria dell’esercito, dell’aviazione e della marina e le metterà a disposizione delle autorità competenti, come riportato dal sito ufficiale del ministero.

La difesa ha anche attivato medici militari in riserva (150 medici e 70 infermieri) e ha incaricato la farmacia militare di aumentare la produzione della soluzione disinfettante idroalcolica, nonché altri farmaci generici che potrebbero essere necessari.

La decisione del ministro Robles rientra nelle disposizioni dello stato di allerta decretato la sera di venerdì 13 marzo dal governo spagnolo, dopo che alcune Comunità autonome avevano creato zone rosse e limitato gli spostamenti della popolazione. In particolare la Catalogna aveva creato una zona rossa attorno al comune di Igualada, confinando circa 90.000 persone, mentre la Regione di Murcia ne aveva creata una sulla costa, comprendente 350.000 persone, tra cui gli abitanti di Cartagena, uno dei principali porti mediterranei del paese.

Dure critiche al governo di Madrid sono giunte non solo dalle autorità locali e dall’opposizione, ma anche dal New York Times. “La titubante risposta del governo fa della Spagna il secondo focolaio europeo di coronavirus” – spiega l’editoriale di Raphael Minder, corrispondente da Madrid.  

L’approccio iniziale apparentemente “indifferente” del governo spagnolo la sua incapacità di adottare prima misure attenuanti è oggetto di critiche, così come la decisione di far tenere partite di calcio e manifestazioni pubbliche, in particolare per il giorno della donna, domenica 8 marzo, senza nessuna restrizione. “L’esperienza della Spagna sottolinea ancora una volta la necessità che i governi adottino misure rigorose in anticipo per combattere la diffusione del virus” – spiega il giornalista del New York Times. 

Il premier spagnolo è accusato di essere stato “contraddittorio”, dopo aver affermato giovedì 12 marzo che la situazione era sotto controllo, onde proclamare lo stato d’allerta meno di 24 ore dopo, a seguito del brusco aumento dei casi nel Paese, il che ha spinto le autonomie locali ad avanzare in ordine sparso per circa una settimana, adottando disposizioni spesso oggetto di critica da parte dello stesso governo che poi le ha estese al resto della Spagna.

Ad oggi in Spagna i casi sono quasi 8.000, con oltre 300 morti. Tra i positivi, la moglie del premier, Begoña Gómez, il ministro delle pari opportunità, Irene Montero e il leader della destra radicale di Vox, Santiago Abascal.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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