Coronavirus: diffusione incontrollata in Africa

Pubblicato il 16 marzo 2020 alle 12:43 in Africa

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Almeno 7 Paesi africani hanno registrato un aumento dei casi accertati di coronavirus, dopo un fine settimana in cui il numero di nuovi Stati contagiati nel continente è salito a una velocità sorprendente. Tra sabato 14 e domenica 15 marzo, nuovi primi casi si sono avuti in più di 10 Paesi, ovvero Mauritania, Ruanda, Namibia, Seychelles, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Eswatini, Sudan, Guinea, Gabon, Kenya ed Etiopia. Allo stesso tempo, diventano 8 le vittime totali del continente, con 1 morto in Sudan, 4 in Algeria, 2 in Egitto e 1 in Marocco.

I 7 Paesi che hanno assistito a un aumento improvviso dei casi sono il Camerun, il Sudafrica, il Senegal, lEgitto, il Marocco, la Tunisia e lAlgeria. Il Ministero della Salute del Camerun, nella serata di domenica, ha confermato 4 casi di coronavirus. La dichiarazione riferisce che il quarto caso riguarda un cittadino camerunese di 34 anni che vive a Yaoundé. “Luomo è stato in Belgio, dove è stato ospitato da un amico che presentava sintomi, come tosse e febbre. H lasciato Bruxelles per Parigi, con i mezzi pubblici, ed è arrivato all’aeroporto di Yaoundé il 14 marzo 2020, si legge nella dichiarazione del Ministero, che ha aggiunto: “Il sistema di sorveglianza istituito ha permesso di rilevare immediatamente il caso al momento del suo arrivo nel territorio camerunese. Al momento, il paziente sta ricevendo le cure adeguate.

Il Ministero della Salute del Senegal, nei suoi aggiornamenti quotidiani, ha rivelato, domenica 15 marzo, che il numero totale di casi è arrivato a 26. Due sono guariti ma il resto è ancora in cura. LEtiopia, dal canto suo, ha annunciato per ora solo 4 pazienti positivi, di cui 3 giapponesi e uno etiope. Il tracciamento dei contatti associati ai casi, tuttavia, ha portato a sospettare che 117 persone possano prima o poi sviluppare i sintomi di un eventuale contagio. In Sudafrica, il numero dei casi è arrivato a quota 61, costringendo il governo a una serie di misure severe e restrittive.

Nel Nord Africa, la situazione si presenta più critica. I casi confermati sono ormai arrivati a cifre superiori rispetto agli altri Paesi del continente e i numeri aumentano con rapidità. In Marocco, i pazienti attualmente positivi risultano 28, in Algeria 32 e in Egitto 97. I governi, tuttavia, stanno cercando di realizzare misure sempre più stringentiper provare a prevenire la diffusione del virus. Quasi tutti i voli sono stati sospesi, gli eventi pubblici sono stati rimandati o cancellati, alcune scuole e attività commerciali sono state temporaneamente chiuse. In Marocco, re Mohammed VI ha ordinato la creazione di un fondo da 1 miliardo di dollariper migliorare le infrastrutture sanitarie a aiutare i settori delleconomia in difficoltà, come il turismo.

In Africa, i pericoli maggiori sono rappresentati dalla porosità dei confini, soprattutto nelle aree desertiche, dalla precarietà dei sistemi sanitari, dalla povertà diffusa e dallinsicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Uno studio della rivista medica Lancet, riferisce che l’Egitto, l’Algeria e il Sudafrica sono i Paesi africani a più alto rischio di diffusione del virus, in particolare per l’elevato numero di viaggi e le intense relazioni commerciali, soprattutto con la Cina. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus, ha affermato di essere seriamente preoccupato per la diffusione del virus in Paesi con sistemi sanitari deboli, come molti Stati africani. Il timore è che, nonostante la percentuale di letalità del coronavirus sia bassa, questa possa aumentare viste le condizioni in cui vive più del 40% della popolazione africana, ovvero sotto la soglia di povertà. Una caratteristica peculiare del nuovo virus è infatti la velocità di contagio elevata. L’OMS ha identificato 13 Stati africani che rischiano di più a causa del volume dei loro collegamenti. Tra questi ci sono l’Algeria, l’Etiopia, il Sudafrica e la Nigeria.

Il coronavirus, confermato il 7 gennaio nella città cinese di Wuhan, si è ormai diffuso in più di 148 Paesi. Secondo l’OMS, si tratta di una pandemia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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