Burkina Faso: tornata in Italia la coppia rapita nel 2018

Pubblicato il 16 marzo 2020 alle 10:20 in Burkina Faso Italia

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Un uomo italiano e una donna canadese, rapiti in Burkina Faso nel dicembre 2018, sono stati ritrovati dopo essere riusciti a scappare dai sequestratori e, domenica 15 marzo, sono stati riportati in Italia. Luca Tacchetto ed Edith Blais, entrambi sulla trentina, erano scomparsi mentre viaggiavano nel Paese africano, dalla citta di Bobo-Dioulasso verso la capitale, Ouagadougou. I due stavano pianificando di recarsi in Togo per lavorare a un progetto umanitario ma, da quel momento, le loro tracce sono state perse.

Secondo quanto riferito da un funzionario di sicurezza della missione ONU in Mali (MINUSMA), la coppia è stata ritrovata dal personale dellorganizzazione, sabato 14 marzo, dopo essere stata prelevata da unauto nella città maliana di Kidal e portata nella base locale della missione. Il portavoce della missione delle Nazioni Unite, Olivier Salgado, ha dichiarato che la coppia sarebbe riuscita a scappare venerdì e, il giorno dopo, sarebbe stata recuperata e presa in custodia dal personale della MINUSMA. “I due giovani, vestiti da tuareg, sono sicuramente riusciti a fuggire dai loro sequestratori e sono stati prelevati da un veicolo civile che li ha portati al campo di Minusma”, ha detto il capo della missione, Mahamat Saleh Annadif. “Siamo stati trattati bene. Non ci hanno mai minacciato con le armi, mangiavamo tutti i giorni anche se poco. Il sequestro è stato messo in atto da un gruppo che si è autodefinito jihadista vicino ad Al Qaeda”, ha raccontato Luca Tacchetto al pm di Roma, Sergio Colaiocco, e ai carabinieri del Ros.

Il Burkina Faso è, insieme al Mali e al Niger, uno dei Paesi più colpiti dalla furia dei jihadisti nella regione del Sahel. Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 4000 persone sono rimaste uccise in attentati perpetrati lo scorso anno nei tre Paesi. Le aree che hanno visto un’esplosione incontrollata della violenza sono generalmente quelle più aride e sottosviluppate, dove i gruppi armati sfruttano la povertà e le divisioni etniche o religiose per reclutare combattenti e provocare maggior impatto.

Secondo il Country Report on Terorrism 2018 del governo americano, le organizzazioni terroristiche reclutano con successo i membri dell’etnia Fulani, che sono particolarmente marginalizzati, poveri e svantaggiati rispetto al resto degli abitanti del Burkina Faso. A partire dal 2017, si è registrata nel Paese una lenta ma continua crescita delle attività terroristiche jihadiste, specie lungo i confini con il Mali. Lo stesso anno, AQIM si è unito ad al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e al Macina Liberation Front per formare il Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin (JNIM), gruppo attualmente molto attivo in Burkina Faso, insieme ad Ansarul Islam e ISIS in the Greater Sahara. Nel 2018, militanti jihadisti affiliati a diverse organizzazioni hanno condotto omicidi mirati, raid contro postazioni militari e di sicurezza, attentati con esplosivi improvvisati. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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