Francia: chiusi i luoghi “non essenziali”, confermate le elezioni

Pubblicato il 15 marzo 2020 alle 9:09 in Europa Francia

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La Francia ha imposto la chiusura di negozi, ristoranti e luoghi d’aggregazione da domenica 15 marzo, richiedendo alla popolazione di restare presso le proprie abitazioni per frenare il brusco dilagare del coronavirus nel Paese.

Stando ai dati della Johns Hopkins University delle 08:06 del 15 marzo, i casi confermati in Francia sono 4.469, con 91 decessi e 12 guariti. Difronte a tali numeri, il primo ministro, Edouard Philippe, ha comunicato la chiusura di tutti i luoghi “non essenziali” alla vita del Paese e che accolgono il pubblico, a partire dalle prime ore del 15 marzo. Negozi alimentari, farmacie, aree di rifornimento e tabaccai resteranno aperti. I trasporti pubblici continueranno a funzionare, tuttavia, il governo ha incoraggiato le aziende a predisporre il tele-lavoro già da lunedì 16 marzo e ha esortato i cittadini ad evitare spostamenti, soprattutto tra una città e l’altra. I luoghi di culto resteranno aperti ma tutte le cerimonie saranno rimandate. Tali misure resteranno in vigore fino a nuovo ordine.

Le disposizioni adottate nella sera del 14 marzo e in vigore dal giorno successivo sono state necessarie poiché ancora troppe persone affollavano le strade e le misure adottate in precedenza, quale ad esempio il mantenimento della distanza di sicurezza, non erano state applicate con efficacia. Già dal 9 marzo, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha chiuso le scuole e invitato coloro che hanno superato i 70 anni a non uscire. Tuttavia, il direttore della Sanità francese, Jerome Salomon, ha affermato che non c’è stata sufficiente consapevolezza popolare riguardo all’importanza del ruolo dei cittadini nel contenimento del virus e ha rivolto un appello ai propri connazionali affinché facciano tutto il possibile per rallentare, ritardare e accorciare la curva di crescita del coronavirus. Salomon ha confermato un rapido aumento dei casi e ha reso noto che oltre 300 persone sono in terapia intensiva, la metà delle quali ha più di 60 anni. Il direttore ha dichiarato lo stato di massima allerta sanitaria di livello 3, questo significa che il virus sta circolando attivamente in tutto il territorio nazionale.

Stando a quanto riportato da Reuters, molti bar hanno riscontrato un aumento della clientela immediatamente successivo all’annuncio del primo ministro, riunitasi un’ultima volta nonostante le raccomandazioni di evitare assembramenti. In molti si sono riversati nelle strade di Parigi tra chi ha intonato canti di incoraggiamento e chi ha festeggiato un’ultima volta.

Nonostante le restrizioni imposte, è stato confermato il regolare svolgimento delle elezioni municipali previste per il 15 e il 22 marzo in circa 35.000 comuni francesi e alle quali hanno diritto al voto 47.7 milioni di persone. Il primo ministro Philippe ha rassicurato i cittadini che saranno adottate tutte le misure sanitarie precauzionali necessarie e si è detto sicuro che i francesi daranno dimostrazione della propria calma, civiltà e capacità di obbedire alle regole. Il presidente Macron ha deciso di indire le elezioni nonostante la diffusione dell’epidemia perché ha ritenuto fondamentale che il sistema democratico continuasse a funzionare. Tuttavia, il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha affermato che teme una grande assenza alle urne. In seguito all’annuncio del primo ministro, i politici di 5 regioni francesi hanno chiesto di rivedere tale decisione, così come 17 medici che hanno indirizzato a Macron una lettera aperta. Il voto del 15 marzo sarà cruciale per Macron per capire l’appoggio popolare al suo governo a metà mandato.

Intanto, il 14 marzo, circa 400 persone appartenenti al movimento dei Gilet Gialli hanno marciato per le strade di Parigi sfidando il bando agli assembramenti di oltre 100 persone imposto dal governo, il 13 marzo. Tale movimento è nato nel 2018 da proteste contro le tasse sui carburanti e si è trasformato in una protesta contro il governo di Macron in generale e nella giornata del 14 marzo ha tenuto il 70esimo sabato di protesta consecutivo.

Il coronavirus si è originato nella Repubblica Popolare Cinese(RPC) dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Stando ai dati rilasciati nel situation report dell’OMS del 14 marzo, dalla Cina il virus si è diffuso in 135 Paesi per un totale di oltre 142.539 casi confermati a livello globale, 3194 decessi nella RPC e 2199 all’estero. L’Italia è stata uno dei Paesi maggiormente colpiti al mondo e il primo in Europa, stando ai dati pubblicati il 14 marzo dal Ministero della Salute il numero totale di casi è arrivato a 17.750 con 1.441 decessi e 1.966 guarigioni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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