Emergenza coronavirus: Commissione UE promette “massima flessibilità” sul bilancio

Pubblicato il 15 marzo 2020 alle 7:06 in Europa Italia

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L’Unione europea prevede di aumentare la spesa per i settori dell’economia colpiti dal coronavirus, concedendo ai Paesi membri di ricorrere a maggiori deficit e promettendo la “massima flessibilità” sul bilancio.

La Commissione europea, che ha previsto per quest’anno una grave contrazione dell’economia del blocco, ha affermato che i fondi UE esistenti saranno reindirizzati alle compagnie più bisognose. Le misure saranno sostenute da un’interpretazione “clemente” del bilancio e delle regole sugli aiuti statali. Il piano dà effettivamente il via libera alla spesa in deficit già preannunciata dall’Italia, il Paese più colpito dall’epidemia. “Sono convinta che l’Unione europea potrà resistere a questo shock”, ha dichiarato il capo della Commissione, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa. “Tuttavia, ogni Stato membro deve essere all’altezza della sua responsabilità e l’Unione europea nel suo insieme deve essere determinata, coordinata e unita”, ha aggiunto.

La Germania, a lungo criticata da vari Paesi del blocco per aver gestito budget estremamente limitati durante periodi di benessere economico, ha cominciato a deviare i fondi statali per supportare le imprese colpite dall’impatto dell’epidemia. Berlino, in particolare, ha promesso mezzo trilione di euro di garanzie per le imprese contenute in un patto che ha ricevuto il supporto degli economisti.

Von der Leyen ha proposto un’iniziativa di investimento di 37 miliardi di euro basata su fondi che potrebbero essere rapidamente reindirizzati verso i settori più bisognosi, hanno riferito i funzionari europei. È stata dunque rivisitata la cifra di 25 miliardi di euro che era stata precedentemente annunciata per la stessa iniziativa. Un ulteriore miliardo di euro del bilancio dell’UE verrebbe utilizzato per fornire fino a 8 miliardi di euro di garanzie alle banche che a loro volta offrirebbero prestiti a basso costo a circa 100.000 imprese colpite dalla crisi, sempre secondo quanto rivelato da funzionari UE.

La Commissione ha offerto “piena flessibilità” nella sua interpretazione delle regole fiscali, cercando di soddisfare le aspettative dei Paesi europei a spendere di più. Pertanto, Bruxelles non ha potuto dichiarare una sospensione totale delle sue regole fiscali, come il noto Patto di stabilità e crescita, una mossa che probabilmente dovrà essere rivista se la crisi peggiorasse. Il vicepresidente della Commissione incaricato degli affari economici, Valdis Dombrovskis, ha dichiarato in conferenza stampa insieme alla Von der Leyen che una clausola di sospensione degli impegni fiscali potrebbe eventualmente essere presa in considerazione in uno scenario più buio. Secondo le regole fiscali dell’UE, i governi del blocco sono tenuti a mantenere il loro deficit di bilancio al di sotto del 3% del PIL e a ridurre il loro debito al di sotto del 60%. In circostante di emergenza, tuttavia, è permesso agli Stati di spendere di più.

La Commissione si è anche offerta di facilitare gli aiuti di Stato che i governi dovranno fornire “su una scala molto più ampia”. Le norme sugli aiuti di Stato consentono il sostegno statale di emergenza per le imprese in dissesto in determinate circostanze. Durante la crisi finanziaria globale del 2008-2009, un analogo ammorbidimento delle norme fiscali e delle regole sui sussidi statali ha consentito ai governi di spendere centinaia di miliardi di euro per salvare le banche e rilanciare l’economia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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