Spagna pronta all’isolamento per contenere il coronavirus

Pubblicato il 14 marzo 2020 alle 18:20 in Europa Spagna

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Il governo spagnolo metterà in isolamento l’intera popolazione da lunedì 16 marzo per 15 giorni, attuando un piano d’emergenza per combattere il coronavirus. Questo è quanto riportato nella bozza di decreto su cui il parlamento spagnolo si esprimerà il 14 marzo.

Il popolo spagnolo, composto da circa 47 milioni di persone dovrà restare nelle proprie abitazioni e uscire solamente per comprare prodotti alimentari, recarsi in farmacia, all’ospedale, al lavoro o in caso d’emergenza. I servizi di trasporto pubblico saranno ridotti, in particolare sarà richiesto alle compagnie aeree, ferroviarie, ai trasporti su gomma e ai gestori di imbarcazioni di dimezzare i propri servizi e i mezzi dovranno essere occupati solamente per 1/3. I datori di lavoro dovranno far lavorare da remoto i dipendenti e tutti i procedimenti giudiziari saranno sospesi.

Il governo di Madrid assumerà ampi poteri, come, ad esempio, quello di razionare le provviste o l’autorità di requisire industrie ed edifici, ad eccezione delle abitazioni private. Il Ministero dell’Interno controllerà la polizia sia locale, sia regionale durante tutti i 15 giorni. I Ministeri dei Trasporti e della Salute assumeranno poteri locali e regionali coprendo tutta la nazione. Il decreto non prevedrà, per il momento, la chiusura delle frontiere.

L’isolamento inizierà lunedì 16 marzo alle ore 8:00 locali, mentre le altre misure saranno implementate in automatico con la pubblicazione del decreto nella gazzetta ufficiale. La seduta di governo che adotterà il decreto è ancora in corso, per tanto si attende la versione ufficiale.

Le autorità spagnole avevano già incoraggiato la popolazione a restare presso le proprie abitazioni e avevano adottato varie decisioni per limitare gli assembramenti di persone. Tra queste, quella che ha destato maggiore attenzione è stata la cancellazione delle celebrazioni della Settimana Santa a Siviglia, un evento di grande risonanza per la città e la Spagna in generale, che il sindaco, Juan Espadas Cejas, ha dovuto prendere per limitare il contagio. Nel tweet con cui ha comunicato ciò ha definito tale decisione la più difficile presa nei suoi 5 anni di mandato.

La Spagna è stata il secondo Stato maggiormente colpito dal virus in Europa, dopo l’Italia, stando ai dati della Johns Hopkins University delle 17:33 del 14 marzo, i casi confermati nel Paese sono 6.023, con 191 decessi e 517 guariti. Giovedì 12 marzo, il primo ministro Pedro Sanchez ha disposto la chiusura delle scuole e un pacchetto di aiuti economici.

Mentre in Spagna si attende la conferenza stampa di Sanchez, nel resto d’Europa gli altri Paesi stanno adottando anch’essi misure di risposta alla crisi. In Germania, dove sono stati finora registrati 4.174 casi confermati,8 decessi e 46 guariti, il ministro della Salute, Jens Spahn, ha incoraggiato coloro che faranno ritorno da Italia, Svizzera e Austria ad auto isolarsi per due settimane. In alcune aree sono state chiuse scuole, piscine, locali e luoghi dove è possibile l’assembramento di più persone. Il 14 marzo, Berlino ha poi emendato il decreto adottato in precedenza con il quale si richiedeva all’agenzie governativa BAFA di approvare o meno l’esportazione di attrezzature e dispositivi di protezione come ad esempio mascherine, guanti e occhiali. La decisione è giunta in seguito alle dichiarazioni della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, secondo la quale tali misure sarebbero dannose per il mercato unico europeo in un momento in cui il suo funzionamento è cruciale.

In Francia, invece, il 14 marzo, circa 400 persone appartenenti al movimento dei Gilet Gialli hanno marciato per le strade di Parigi sfidando il bando agli assembramenti di oltre 100 persone imposto dal governo del presidente, Emmanuel Macron, il 13 marzo. La Francia ha registrato 3.661 casi totali, 79 decessi e 12 guariti. Il movimento dei Gilet Gialli è nato nel 2018 da proteste contro le tasse sui carburanti e si è trasformato in una protesta contro il governo di Macron in generale e nella giornata del 14 marzo ha tenuto il 70esimo sabato di protesta consecutivo.

Il coronavirus si è originato nella RPC dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Stando ai dati rilasciati nel situation report dell’OMS del 13 marzo, dalla Cina il virus si è diffuso in 122 Paesi per un totale di oltre 132.758 casi confermati a livello globale, 3180 decessi nella RPC e 1775 all’estero. L’Italia è stata uno dei Paesi maggiormente colpiti al mondo e il primo in Europa, stando ai dati pubblicati il 13 marzo dal Ministero della Salute il numero totale di casi è arrivato a 14955 con 1266 decessi e 1439 guarigioni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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