Russia: Putin ha richiesto di emendare la costituzione

Pubblicato il 14 marzo 2020 alle 20:09 in Cecenia Russia

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Una legge sull’emendamento della costituzione della Federazione Russa è stata approvata dal Consiglio Federale russo e firmata dal presidente, Vladimir Putin, il 14 marzo. La legge è stata inoltrata alla Corte Costituzionale del Paese che ha poi diffuso la notizia. Se l’istituzione dovesse rispondere positivamente e accettarla, il popolo russo sarà chiamato a votare il prossimo 12 aprile per esprimersi sul suo contenuto.

Lo scorso 11 marzo, la Duma ha approvato in terza lettura un progetto di legge per emendare la costituzione. Con esso si amplierebbero le autorità del Parlamento russo e della Corte Costituzionale, sarebbe proibito ai funzionari di avere passaporti stranieri e permessi abitativi e si assicurerebbe la supremazia della Corte di Giustizia all’interno del sistema legale russo. Inoltre, verrebbe fatto riferimento a Dio nella costituzione e la lingua russa sarebbe preservata come l’idioma di un gruppo etnico statale in formazione. Infine, la legge emenderebbe leggi procedurali e implementerebbe gli emendamenti alla costituzione. Questo è quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Tass.

Uno degli emendamenti alla costituzione proposti formalmente il 14 marzo consentirebbe a Putin di restare al potere fino al 2036, in quanto l’assetto costituzionale vigente gli vieterebbe di ricandidarsi alle prossime elezioni del 2024. Per Putin si tratterebbe del terzo mandato consecutivo dopo la rielezione del 2018 e ciò è vietato dalla costituzione. Il leader russo ha rivestito il ruolo di presidente dall’8 maggio 2012 a oggi e quello corrente è il suo quarto mandato presidenziale non consecutivo. Il primo era iniziato nel 2000 e al suo decadimento nel 2008, Putin era stato nominato primo ministro, carica poi ricoperta fino al 2012.

 Il quotidiano britannico The Guardian, ha specificato che in realtà l’emendamento proposto il 14 marzo non consentirebbe di candidarsi per più di due turni totali ad ogni presidente ma le nuove disposizioni non si applicherebbero a mandati già eseguiti, escludendo quindi il presidente Putin e l’ex-primo ministro Dmitry Medvedev. L’opposizione, in cui il cui maggior critico di Putin è Alexei Navalny, ha criticato la proposta come un tentativo di rendere Putin presidente a vita. Tuttavia, un membro del partito al governo Russia Unita, Alexander Khinshtein, ha chiarito che l’emendamento non è indirizzato all’attuale presidente che, tra l’altro, non ha ancora dichiarato l’intenzione o meno di candidarsi nel 2024. Khinshtein ha aggiunto che il capo di Stato dovrebbe avere la possibilità di mantenere la stabilità sociale e tale emendamento eviterebbe disordine. Nel proporre l’emendamento alla Duma, anche Valentina Tereshkova, che è un membro del parlamento, aveva parlato proprio dell’opportunità per l’attuale presidente di essere rieletto come di un fattore di stabilità sociale innanzitutto.

OVID-Info, un gruppo di monitoraggio sugli arresti durante le manifestazioni di massa, ha affermato che la polizia russa ha trattenuto oltre 50 manifestanti che si sono opposti alla proposta di legge di Putin, a Mosca il 14 marzo.

Se Putin dovesse essere rieletto fino al 2036, diverrebbe il leader russo che è stato più a lungo in carica superando lo stesso Stalin. Tuttavia, le sue intenzioni in merito ad un’eventuale candidatura non sono state ancora chiarite ufficialmente

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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