Nuova Zelanda: pronta contro il coronavirus

Pubblicato il 14 marzo 2020 alle 11:17 in Australia Nuova Zelanda

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Il primo ministro della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern, ha annunciato l’adozione di misure estremamente restrittive per combattere la diffusione del coronavirus, il 14 marzo.

Dalla mezzanotte locale di domenica 15 marzo, tutti i viaggiatori in entrata nel Paese, siano essi cittadini neozelandesi o stranieri, dovranno adottare misure di autoisolamento per 14 giorni. Arden ha affermato che, insieme ad Israele e ad alcune isole nell’Oceano Pacifico, la Nuova Zelanda ha imposto misure restrittive più ampie e dure rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo. Solamente le persone provenienti dalle isole del Pacifico meridionale, in cui non siano stati registrati casi di coronavirus, saranno esentate dall’autoisolamento.

Finora, in Nuova Zelanda sono stati confermati solamente 5 casi di persone positive al virus e nessun decesso, tuttavia, il primo ministro si aspetta che tali numeri cresceranno e per questo ha ritenuto necessario agire presto e con risolutezza. Tra gli altri aspetti delle nuove disposizioni neozelandesi i cittadini sono stati incoraggiati a riconsiderare i viaggi all’estero, così come è successo venerdì 13 marzo ai vicini australiani, inoltre, le navi da crociera saranno allontanate dal Paese fino alla fine di giugno. Le disposizioni del primo ministro Arden saranno riesaminate solamente alla fine del mese di marzo.

Oltre ad adottare misure per la protezione dei propri cittadini, la Nuova Zelanda ha intenzione di tutelare anche i piccoli Stati delle isole del Pacifico meridionale. Con le misure che entreranno in vigore il 15 marzo, saranno altresì imposte restrizioni alle uscite dal Paese, vietando a chiunque abbia viaggiato all’estero di recarsi in tali isole per due settimane e proibendo del tutto a chi abbia avuto sintomi o sia stato in contatto con persone infette da coronavirus di recarvisi.

Arden ha riconosciuto il grande peso che le restrizioni imposte avranno sulle compagnie aeree del proprio Paese, a causa della riduzione e sospensione di molte rotte. La compagnia aerea Air New Zealand ha offerto rimborsi o voucher della durata di un anno sul valore dei servizi acquistati da persone ora impossibilitate a viaggiare, viste le restrizioni. Le compagnie australiana Qantas Airways e l’inglese Virgin Airlines hanno invece dichiarato che stanno valutando le risposte da adottare in merito.

Nella vicina Australia il numero di contagiati è salito a 203 e quello dei decessi a 3, il 14 marzo. Il primo ministro, Scott Morrison, ha interrotto tutti gli assembramenti non necessari che coinvolgano più di 500 persone a partire dal 16 marzo. Il 13 marzo, al ministro degli Interni australiano, Peter Dutton, è stato diagnosticato il coronavirus, provocando la preoccupazione di molti colleghi che lo avevano incontrato ad un meeting governativo il 10 marzo scorso. Tuttavia, il 14 marzo, il funzionario medico capo dell’Australia, Brendan Murphy, ha affermato che un possibile contagio in tale occasione sia stato alquanto improbabile.  Ciò nonostante, gli uffici del governo di Sidney sono stati sottoposti ad un’intensa disinfettazione.

Dutton aveva visitato Washington lo scorso 6 marzo e, per questo, la figlia del presidente americano, Ivanka Trump, e il procuratore generale degli Stati Uniti, William Barr, che lo avevano incontrato, hanno deciso di lavorare da casa lo scorso 13 marzo. Al meeting in questione ha partecipato anche un membro dell’esecutivo neozelandese, Tracey Martin, ora in autoisolamento.

Il coronavirus si è originato nella Repubblica Popolare Cinese dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Stando ai dati rilasciati nel situation report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 13 marzo, dalla Cina il virus si è diffuso in 122 Paesi per un totale di oltre 132.758 casi confermati a livello globale, 3180 decessi nella RPC e 1775 all’estero. L’Italia è stata uno dei Paesi maggiormente colpiti al mondo e il primo in Europa, stando ai dati pubblicati il 13 marzo dal Ministero della Salute il numero totale di casi è arrivato a 14955 con 1266 decessi e 1439 guarigioni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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