Iraq: nuovo attacco alla coalizione anti-ISIS

Pubblicato il 14 marzo 2020 alle 13:06 in Iraq USA e Canada

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Nuovi attacchi missilistici hanno colpito per la seconda volta nella stessa settimana la base militare di al-Taji, a Nord di Baghdad, in Iraq, dove sono stanziate le truppe della coalizione internazionale a guida statunitense anti-ISIS, il 14 marzo. Si tratta del 23esimo attacco dal mese di ottobre 2019 ai danni di tale coalizione.

Stando a quanto riferito a Reuters da un colonnello iracheno che si trovava sul posto, sarebbero almeno 10 i missili sferrati contro la base e almeno 2 i soldati iracheni feriti.  Una parte degli ordigni ha colpito l’area dove si trovano le forze della coalizione e una parte è caduta su una pista utilizzata dalle forze di Baghdad. Le tempistiche dell’attacco sono state ritenute inusuali perché è avvenuto di giorno, a differenza di quanto accaduto in precedenza, ma un ufficiale americano ha riferito a France 24 che negli ultimi giorni le condizioni metereologiche hanno ridotto le proprie capacità di controllo e consentito agli aggressori di agire con maggiore facilità. La base militare di al-Taji ha come obiettivo quello di sostenere le forze irachene nella lotta contro l’ISIS ed è collocata a 85 chilometri a Nord della capitale irachena Baghdad. 

Il portavoce della coalizione, il colonnello Myles B. Caggins, ha rilasciato una dichiarazione via Twitter in cui ha precisato che la base è stata colpita  da almeno 25 ordigni alle 10:51, ora locale, che hanno causato almeno 5 feriti, di cui 3 militari della coalizione e 2 iracheni. Il Comando dell’operazione congiunta irachena ha dichiarato di aver trovato 7 lanciarazzi e 24 razzi ancora inutilizzati nei pressi dell’area di Abu Izam. L’esercito iracheno ha dichiarato che arresterà i responsabili e ha aggiunto che gli Stati Uniti e le altre forze armate straniere nel Paese non dovranno compiere alcuna azione bellica senza l’approvazione di Baghdad.

Nella stessa base militare, 2 soldati statunitensi e un inglese hanno perso la vita in seguito al lancio di 10 missili Katyusha, l’11 marzo. Le milizie sciite irachene, in particolare le Brigate di Hezbollah, sono state ritenute responsabili di tale attacco. Washington ha pertanto risposto con raid aerei in territorio iracheno volti a colpire alcuni punti strategici per le milizie sciite, nella notte tra il 12 e il 13 marzo. In particolare, durante tale operazione, è stato colpito un aeroporto in fase di costruzione nella città santa di Karbala e cinque depositi di munizioni. In seguito a tali operazioni, l’esercito di Baghdad e gli addetti alla sicurezza dei luoghi colpiti hanno annunciato la morte di 6 persone di cui 3 soldati iracheni, 2 poliziotti e un civile ma nessun militante. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Abbas Mousavi ha intimato il presidente americano, Donald Trump, a riconsiderare la condotta delle proprie milizie in Iraq e ad evitare azioni pericolose e accuse infondate, viste le conseguenze da esse derivabili. Anche l‘esercito iracheno ha criticato le azioni statunitensi, sostenendo che sia stata violata l’alleanza con le proprie forze di sicurezza così come la sovranità irachena e ciò potrebbe avere gravi conseguenze.

Le Brigate di Hezbollah sono un gruppo paramilitare sciita iracheno, anche conosciuto come Kataib Hezbollah, che è sostenuto dall’Iran ed è attivo nelle guerre civili in Iraq e Siria. Inoltre, durante la guerra combattuta dal 2003 al 2011 in suolo iracheno, il gruppo sciita ha combattuto contro le forze statunitensi.

Dal mese di ottobre 2019, si è registrata un’escalation negli attacchi ai presidi militari statunitensi in Iraq.  Tra questi, particolarmente significativo è stato quello dell’8 gennaio, quando Teheran ha attaccato due basi militari a Ain al-Assad, nella provincia di Anbar, e una struttura vicino all’aeroporto di Erbil, nel Nord dell’Iraq. Tali operazioni sono giunte in risposta all’uccisione del generale iraniano, Qassem Soleimani, in un raid aereo statunitense, il 3 gennaio, all’aeroporto internazionale di Baghdad.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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