Immigrazione: la Grecia offre incentivi economici ai rimpatri volontari

Pubblicato il 14 marzo 2020 alle 7:03 in Grecia Immigrazione

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro delle Migrazioni greco, Notis Mitarakis, e il commissario dellUnione Europea per gli Affari interni, Ylva Johansson, hanno concordato di elaborare un incentivo per favorire il rimpatrio volontario dei migranti attualmente in Grecia. La decisione è stata presa durante una riunione ad Atene, giovedì 12 marzo, resa pubblica dai media greci venerdì 13. La misura prevede un incentivo di 2.000 euro, valido per un mese, per 5.000 migranti che accettano di ritornare volontariamente nel proprio Paese. Il budget è riservato a quelli che si trovavano in Grecia già dal primo gennaio, in particolare quelli che alloggiavano nelle strutture sovraffollate delle Isole greche dellEgeo. Mitarakis e Johansson hanno specificato che i rimpatri si svolgeranno con il supporto dellOrganizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) e dell’agenzia europea di frontiera Frontex. “È un’opportunità per ridurre la pressione sulle isole greche”, ha affermato Johansson. Mitarakis ha chiarito che questi rimpatri si aggiungeranno al trasferimento di 10.000 migranti dalle isole alla terraferma greca, unoperazione che dovrebbe concludersi entro la fine di marzo.

Più di 1.700 richiedenti asilo sono arrivati nelle isole greche del Mar Egeo la scorsa settimana e la maggior parte di loro è sbarcata a Lesbo. La situazione è diventata particolarmente critica da quando la Turchia ha deciso di aprire i suoi confini con la Grecia facendo pressione sull’Unione europea affinché attui tutti gli impegni presi e, secondo Ankara, non mantenuti, nell’ambito dell’accordo migratorio firmato nel 2016. Date le tensioni al confine, entrambi i Paesi hanno deciso di aumentare il numero di militari in servizio presso la frontiera. Nello specifico, Ankara ha schierato 1.000 poliziotti delle forze speciali per prevenire respingimenti presso il fiume Meric, mentre Atene aveva deciso di innalzare i criteri di sicurezza presso il confine con la Turchia

Erdogan ha parlato a Bruxelles della crisi dei migranti con alti funzionari dell’UE, il 9 marzo, e ha ribadito che la Grecia deve cambiare atteggiamento. Inoltre, il presidente turco ha annunciato che convocherà un nuovo vertice a Istanbul, il 17 marzo, per discutere della questione con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e forse il primo ministro britannico, Boris Johnson. Erdogan ha affermato di voler aggiornare l’accordo sulla migrazione del 2016 tra Ankara e l’UE e l’unione doganale della Turchia con il blocco, e di voler anche rilanciare il processo di adesione all’UE della Turchia. 

Nell’ambito dell’accordo siglato da Unione europea e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara ha accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. Il governo turco afferma di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. A seguito della decisione di aprire le frontiere verso l’Europa, la situazione sta diventando sempre più critica. Migliaia di rifugiati bloccati al confine tra Turchia e Grecia si sono scontrati con la polizia greca fin dal 29 febbraio. Le forze di sicurezza hanno utilizzato gas lacrimogeni contro la folla ammassata lungo i valichi di frontiera.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.