Coronavirus in Africa: anche Kenya, Gabon e Ghana contagiati

Pubblicato il 14 marzo 2020 alle 6:11 in Gabon Ghana Kenya

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Kenya, Gabon e Ghana hanno annunciato i loro primi casi di coronavirus. Sale a 15 il numero di Paesi africani dove sono stati confermati pazienti positivi. Oltre a questi ultimi tre Stati, ci sono Algeria, Egitto, Marocco, Tunisia, Camerun, Togo, Senegal, Costa dAvorio, Sudafrica, Nigeria, Burkina Faso, Repubblica Democratica del Congo.

Il Ministero della Salute keniota ha riferito che il primo contagiato nel Paese è una donna di 27 anni da poco tornata da un viaggio negli Stati Uniti con scalo a Londra. In seguito alla scoperta, il governo ha deciso di cancellare tutti gli incontri sportivi, le cerimonie religiose e, in generale, tutti quegli eventi di grande natura pubblica. Le scuole resteranno aperte ma saranno sospesi gli eventi organizzati dalle autorità scolastiche. Il Kenya, che dipende fortemente dalle importazioni dalla Cina e da altri Paesi asiatici, ha già iniziato a risentire degli effetti della pandemia con pesanti interruzioni nella catena di approvvigionamento. Il ministro della Salute keniota, Mutahi Kagwe, ha avvertito i commercianti che “questo non è il momento di realizzare profitti anomali facendo pagare prezzi anomali”.

Anche il Gabon e il Ghana hanno confermato i loro primi pazienti affetti da coronavirus. Nel primo caso, si tratta di un ragazzo di 27 anni tornato dalla Francia l8 marzo; nel secondo caso, invece, ad essere stata contagiata è una coppia recentemente tornata dalla Norvegia e dalla Turchia. Il Ministero del Ghana ha specificato che si tratta di casi importatidi coronavirus e che i due cittadini positivi sono stabili e si trovano in isolamento.

Allo stato attuale, il numero delle persone ancora infette in ciascuno degli Stati del continente è il seguente: 2 in Camerun, 17 in Sudafrica, 2 in Nigeria, 1 in Togo, 2 in Burkina Faso, 4 in Senegal, 5 in Marocco, 15 in Algeria, 7 in Tunisia, 39 in Egitto, 1 in Repubblica Democratica del Congo, 1 in Costa d’Avorio. In totale, l’Africa ha quasi raggiunto i 100 casi. In Egitto, si è registrato un certo calo vista la notizia della guarigione di almeno 27 persone. Anche in Algeria i casi sono diminuiti dopo che circa 8 persone sono risultate guarite.

Secondo uno studio della rivista medica Lancet, l’Egitto, l’Algeria e il Sudafrica sono i Paesi africani a più alto rischio di diffusione del virus, in particolare per l’elevato numero di viaggi e le intense relazioni commerciali con la Cina. Le misure adottate dai Paesi africani includono lo screening della temperatura nei punti di ingresso, le raccomandazioni a evitare viaggi in Cina e la diffusione di informazioni sanitarie avanzate sia al personale medico sia al pubblico generale. Tuttavia, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus, ha affermato di essere seriamente preoccupato per la diffusione del virus in Paesi con sistemi sanitari deboli, come molti Stati africani. Il timore è che, nonostante la percentuale di letalità del coronavirus sia bassa, questa possa aumentare viste le condizioni in cui vive più del 40% della popolazione africana, ovvero sotto la soglia di povertà. Una caratteristica peculiare del nuovo virus è infatti la velocità di contagio elevata. A gennaio, l’organizzazione ha dichiarato il coronavirus un’emergenza sanitaria mondiale. L’OMS ha poi identificato 13 Stati africani che rischiano di più a causa del volume dei loro collegamenti con la Cina. Tra questi ci sono l’Algeria, l’Etiopia, il Sudafrica e la Nigeria.

Il coronavirus, confermato il 7 gennaio nella città cinese di Wuhan, si è ormai diffuso in più di 110 Paesi. Secondo l’OMS, si tratta di una pandemia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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