Svezia: intelligence segnala il rischio di escalation militare nel Mar Baltico

Pubblicato il 13 marzo 2020 alle 13:16 in Russia Svezia

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Il servizio esterno di intelligence militare della Svezia ha annunciato che nella regione del Mar Baltico è in aumento il rischio di uno scontro militare. 

È quanto riportato da The Associated Press, il quale ha specificato che secondo il Servizio di Intelligence e Sicurezza Militare (MUST) di Stoccolma, le condizioni di sicurezza nella regione del Mar Baltico “sono peggiorate nel tempo”, rendendo crescente “il rischio di incidenti e scontri militari che possono, nello scenario peggiore, portare all’escalation della situazione”. 

A contribuire al deterioramento delle condizioni di sicurezza della regione, ha sottolineato il MUST, concorrono anche le dinamiche tra Stati Uniti, Cina, Russia e Unione Europea. 

Nello specifico, nel suo report annuale facente riferimento al 2019, il MUST ha rivelato che in generale la Russia rimane “militarmente inferiore agli Stati Uniti e alla NATO”. Tuttavia, dal momento che in caso di scoppio di un conflitto l’Europa deve ricevere rinforzi dal Nord America, la Russia possiede in ogni caso “l’abilità di essere militarmente superiore a livello regionale e per un periodo limitato di tempo”, cioè in attesa dell’arrivo delle truppe statunitensi. 

Intanto, ha sottolineato il MUST, la regione nel 2019 ha continuato ad essere caratterizzata “da una maggiore attività militare” e ciò, secondo il Servizio di Intelligence e Sicurezza Militare svedese, comporta l’aumento del rischio di incidenti e scontri militari. 

Nei giorni precedenti, anche l’Agenzia di Intelligence dell’Estonia aveva rilasciato dichiarazioni in merito alle condizioni di sicurezza nella regione baltica. Tuttavia, l’Intelligence di Tallinn aveva considerato basso il rischio di un attacco militare dalla Russia. In aggiunta, l’Intelligence estone aveva anche affermato che un eventuale scontro tra la Russia e le potenze occidentali si trasformerebbe velocemente in una minaccia per la sicurezza delle tre Repubbliche Baltiche, ovvero Estonia, Lettonia e Lituania. 

A seguito della dissoluzione dell’Unione Sovietica, la Svezia aveva ridotto la propria spesa militare. Tuttavia, da dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina nel 2016, e il conseguente deterioramento dei rapporti tra UE e Russia, Stoccolma aveva progressivamente incrementato le proprie truppe dispiegate a Gotland, l’isola svedese nel Mar Baltico lasciata priva di militari per circa 15 anni. L’isola, nello specifico, riveste chiara importanza strategica, dato che consente il controllo delle rotte aeree e marittime nel Mar Baltico e data la sua posizione, a circa 330 chilometri da Kaliningrad, il quartier generale della flotta baltica della Russia. 

Anche il 1 luglio 2019, la Svezia aveva annunciato il dispiegamento di nuovi sistemi missilistici di difesa terra-aria sull’isola di Gotland e ciò, aveva sottolineato Reuters, segnalava ulteriormente l’innalzamento delle tensioni nella regione. 

Dal momento dello scoppio del conflitto in Ucraina, la Svezia ha iniziato ad esprimere timori per una minaccia russa. Nell’autunno del 2017, la Svezia ha compiuto le esercitazioni militari più importanti degli ultimi 20 anni, nome in codice Aurora 2017. Le manovre sono state effettuate per “rafforzare la difesa e perfezionare l’azione in caso di un attacco contro il paese”. 

La Svezia è membro dell’Unione Europea dal 1995, ma non è membro della NATO. Tuttavia, Reuters rivela che sebbene non sia parte dell’Alleanza Atlantica, Stoccolma ha legami forti con la NATO e, dopo anni di disinteresse, ha iniziato a incrementare le dotazioni delle proprie forze armate, temendo l’attività della Russia nella regione baltica. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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