Italia: nuovi sbarchi a Lampedusa, migranti in quarantena

Pubblicato il 13 marzo 2020 alle 17:51 in Immigrazione Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Ventisei migranti, di cui 2 bambini e una donna, sono sbarcati a Lampedusa, nella notte del 12 marzo, e immediatamente posti in quarantena. 

È quanto rivelato dall’ANSA, la quale ha specificato che le operazioni di sbarco sono state seguite, in linea con le misure adottate a causa dell’emergenza coronavirus, esclusivamente dai sanitari del poliambulatorio, i quali hanno provveduto al trasferimento dei migranti al Centro di Accoglienza di Lampedusa, dove sono stati posti in quarantena. 

La scelta di vietare ai migranti di circolare al di fuori della struttura, ha spiegato il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, giunge al fine di tutelare la salute pubblica.  

L’ultimo sbarco sull’isola, aggiunge ANSA, era avvenuto lo scorso 18 febbraio, quando la Guardia costiera italiana aveva bloccato 10 tunisini giunti presso il molo di Favaloro.  

Il 23 febbraio, invece, 276 migranti erano sbarcati a Pozzallo, dopo essere stati soccorsi dalla Ocean Viking a seguito di tre operazioni. La prima era stata condotta martedì 18 febbraio, quando circa 84 persone, stipate su un barcone in legno, sovraffollato e in avaria erano state portate a bordo della ONG francese. La seconda operazione si era verificata nella stessa giornata, questa volta giunta in seguito alla segnalazione di Alarm Phone, il servizio telefonico di salvataggio nel Mediterraneo, il quale aveva consentito alla Ocean Viking di trarre in salvo 97 persone. L’ultimo salvataggio era avvenuto invece il 19 febbraio, quando la nave aveva avvistato e soccorso una seconda imbarcazione, con a bordo 92 migranti. 

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio all’11 marzo 2020 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 15.884, di cui 14.101 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 211, di cui 115 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 3nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 6nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia.  

Per quanto riguarda l’Italia, il Dipartimento per la Pubblica Sicurezza del Viminale rende noto che dall’1 gennaio al 13 marzo 2020 sono sbarcati in Italia 2.596 migranti che, se paragonati alle cifre dello stesso periodo dell’anno precedente, quando ne erano sbarcati 335, rappresentano il 675% in più. Coloro che sbarcano in Italia provengono principalmente dal Bangladesh, dall’Algeria, dalla Costa d’Avorio, dal Sudan, dalla Somalia, dalla Tunisia, dalla Guinea, dal Mali, dal Marocco e dalla Nigeria. 

Al fine di fronteggiare al meglio il fenomeno migratorio, l’Italia aveva sottoscritto, il 2 febbraio 2017, con la Libia un Memorandum d’intesa in materia di immigrazione. Con tale protocollo, in scadenza nel febbraio 2020, l’Italia si impegnava a finanziare le infrastrutture di accoglienza della Libia e a fornire sostegno alle autorità per il contrasto all’immigrazione irregolare. Già lo scorso 3 febbraio, però, all’indomani del rinnovo dell’accordo per ulteriori 3 anni, il ministro dell’Interno del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Fathi Bashaga, si era recato a Roma per incontrare il suo omologo italiano, Luciana Lamorgese, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per esaminare nel dettaglio tutti i punti dell’intesa alla luce del contesto attuale. Poco dopo, il 9 febbraio, la Farnesina aveva di aver inviato alla Libia l’accordo rivisto, il quale, secondo Roma, introduce importanti modifiche tese a garantire maggiori tutele ai migranti. Ciò deriva dalle critiche attirate in precedenza dal memorandum in merito alle condizioni dei centri di detenzione, dei migranti e dei richiedenti asilo.  

Nel frattempo, mentre i dettagli del nuovo accordo sono ancora in fase di definizione, la Commissaria dei Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovicha chiesto la sospensione delle attività di collaborazione con la Guardia Costiera Libica che implicano il ritorno nel Paese nordafricano delle persone intercettate in mare. Di fronte a tali parole, Di Maio ha ribadito la sua piena consapevolezza delle migliorie che possono essere apportate all’accordo, aggiungendo tuttavia che la diminuzione delle morti in mare segnala la necessità di continuare a lavorare in questa direzione e di non doversi disimpegnare dal collaborare con la Libia. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale 

Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.