Colombia: il presidente Duque al centro di uno scandalo per acquisto di voti

Pubblicato il 13 marzo 2020 alle 6:25 in America Latina Colombia

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Uno scandalo per presunto acquisto di voti durante la campagna presidenziale 2018 coinvolge direttamente il presidente della Colombia. È una vera e propria tempesta politica quella che colpisce il governo del presidente Iván Duque, che ha vinto quelle elezioni al secondo turno contro l’ex sindaco di Bogotà Gustavo Pestro. Dietro questo caso, che è già allo studio della Procura generale, c’è un trafficante di droga, morto l’anno scorso, e i suoi presunti legami con l’Uribismo, l’ala più radicale della destra colombiana raggruppata attorno all’ex presidente e oggi senatore Álvaro Uribe, referente politico di Duque.

Tutto è iniziato con un’indagine giornalistica che ha pubblicato la trascrizione di un’intercettazione telefonica in cui il narcotrafficante José Guillermo Hernández, noto come Ñeñe, e una donna la cui identità non è stata inizialmente rivelata, parlavano di acquisto di voti per favorire la campagna presidenziale di Duque. Hernández, assassinato nel corso di una rapina in Brasile, era un trafficante di droga che utilizzava le attività commerciali e l’allevamento di bestiame come attività di facciata. All’epoca era sotto inchiesta per omicidio. Nel quadro di queste indagini, è stata registrata una di quelle conversazioni sulla corruzione elettorale. L’ex presidente Uribe ha poi dovuto ammettere che la donna intercettata era María Claudia Daza, membro del suo ufficio politico in Senato.

Il presidente ha respinto le accuse e ha negato di avere rapporti con Hernández. Tuttavia, decine di fotografie durante gli eventi della campagna elettore pubblicati dal trafficante di droga stesso sui suoi account di diversi social network mostrano che i legami esistevano e risalivano addirittura a prima della candidatura di Duque.

Lo scandalo è cresciuto a poco a poco man mano che apparivano prove che dimostrano come il defunto trafficante di droga si muovesse liberamente nei circoli del potere. Una delle prove che più hanno fatto scalpore riguarda un viaggio di Hernández su un aereo dell’esercito. Le forze armate hanno rilasciato una dichiarazione in cui ammettono l’accaduto, sebbene si siano protetti affermando “fino ad oggi, il signor Hernández era conosciuto come un uomo d’affari nel settore zootecnico e un membro di una famiglia molto nota e rispettata di César (Colombia settentrionale)”. Questo è lo stesso argomento a cui ha fatto ricorso l’ex presidente Uribe, che, quando Hernández è stato assassinato in Brasile, ha espresso il suo rammarico su Twitter. “L’omicidio di José Guillermo Hernández, imprenditore agricolo di César, assassinato in una rapina in Brasile, dove stava partecipando a una fiera del bestiame, provoca molto dolore” – aveva scritto.

La Procura generale, guidata da Francisco Barbosa, amico personale di Duque, ha deciso di avviare un’indagine preliminare e ha inviato copie del fascicolo alla Corte suprema di giustizia, alla Commissione investigativa e sulle accuse della Camera dei rappresentanti e al Consiglio elettorale nazionale.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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