Grecia: caso di coronavirus a Lesbo diffonde la paura tra i migranti

Pubblicato il 12 marzo 2020 alle 16:54 in Grecia Immigrazione

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Un caso confermato di coronavirus sull’isola greca di Lesbo ha diffuso il panico tra i migranti detenuti nel centro di Moria, noto per le sue condizioni antigieniche e il sovraffollamento. I timori sono stati accentuati da una denuncia del New York Times che rivela come i migranti vengano trattenuti in un “luogo nero” extragiudiziale segreto prima di essere deportati in Turchia senza un giusto processo, che garantisca le regole del diritto internazionale. Molti sono stati fatti alloggiare in magazzini e la maggior parte di loro ha affermato di essere stata trattata al pari degli animalidalle guardie di sicurezza greche.

Il paziente di Lesbo positivo al coronavirus è una donna di 40 anni. La sua situazione è stata immediatamente motivo di preoccupazione anche per le autorità greche, che temono che il virus si diffonda su Lesbo e sulle isole circostanti, dove migliaia di migranti sono stipati in campi sovraffollati. La donna contagiata aveva recentemente viaggiato in Israele e in Egitto, come membro di un gruppo di pellegrinaggio in Terra Santa cui sono stati fatti risalire la maggior parte dei casi rintracciati della Grecia.

Più di 1.700 richiedenti asilo sono arrivati nelle isole greche del Mar Egeo la scorsa settimana e la maggior parte di loro è sbarcata a Lesbo. La situazione è diventata particolarmente critica da quando la Turchia ha deciso di aprire i suoi confini con la Grecia facendo pressione sull’Unione europea affinché attui tutti gli impegni presi e, secondo Ankara, non mantenuti, nell’ambito dellaccordo migratorio firmato nel 2016.Date le tensioni al confine, entrambi i Paesi hanno deciso di aumentare il numero di militari in servizio presso la frontiera. Nello specifico, Ankara ha schierato 1.000 poliziotti delle forze speciali per prevenire respingimenti presso il fiume Meric, mentre Atene aveva deciso di innalzare i criteri di sicurezza presso il confine con la Turchia

A Lesbo, sono oltre 19.000 i richiedenti asilo stipati nel centro di accoglienza di Moria, che è stato costruito per contenere circa 3.000 persone. In più, un’ondata di violenza contro i migranti esercitata da diversi gruppi di estrema destra, esasperati dalla situazione di disagio sullisola, ha lasciato il campo a corto di cibo e cure mediche. Alcune parti della struttura, inclusi negozi di alimentari e una scuola di volontariato, sono state date alle fiamme.

Lunedì 9 marzo, il Ministero della Salute di Atene ha riportato 11 nuovi casi di coronavirus, senza menzionare quello di Lesbo. Finora, nel Paese, il totale dei pazienti risultati positivi al virus è di circa 89 persone. La Grecia ha deciso di vietare incontri pubblici, ha chiuso diverse scuole e università e ha ordinato di tenere a porte chiuse tutti gli eventi sportivi per 15 giorni a partire da lunedì.

Erdogan ha parlato a Bruxelles della crisi dei migranti con alti funzionari dell’UE, il 9 marzo, e ha ribadito che la Grecia deve cambiare atteggiamento. Inoltre, il presidente turco ha annunciato che convocherà un nuovo vertice a Istanbul, il 17 marzo, per discutere della questione con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e forse il primo ministro britannico, Boris Johnson. Erdogan ha affermato di voler aggiornare l’accordo sulla migrazione del 2016 tra Ankara e l’UE e l’unione doganale della Turchia con il blocco, e di voler anche rilanciare il processo di adesione all’UE della Turchia. 

Nell’ambito dell’accordo siglato da Unione europea e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara ha accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. Il governo turco afferma di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. A seguito della decisione di aprire le frontiere verso l’Europa, la situazione sta diventando sempre più critica. Migliaia di rifugiati bloccati al confine tra Turchia e Grecia si sono scontrati con la polizia greca fin dal 29 febbraio. Le forze di sicurezza hanno utilizzato gas lacrimogeni contro la folla ammassata lungo i valichi di frontiera.

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Chiara Gentili

di Redazione

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