Funzionario brasiliano positivo al coronavirus, aveva incontrato Trump

Pubblicato il 12 marzo 2020 alle 19:01 in Brasile USA e Canada

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Un funzionario brasiliano che aveva incontrato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il vicepresidente, Mike Pence, sabato 7 marzo, è risultato positivo  al coronavirus. Anche il presidente brasiliano è stato sottoposto a test. 

La notizia è stata diffusa il 12 marzo dal quotidiano statunitense, Washington Post, che aggiunge che l’incontro ha avuto luogo a Mar-a-Lago, una villa situata a Palm Beach, in Florida, che è anche la residenza invernale del presidente statunitense. Da parte sua, Trump ha affermato di “non essere preoccupato”. Il funzionario brasiliano in questione si chiama Fábio Wajngarten ed è il capo delle comunicazioni del presidente Jair Bolsonaro. Si trovava a Mar-a-Lago come parte di una delegazione del governo brasiliano e, insieme ai membri del gruppo, ha cenato con il presidente Trump la sera del 7 marzo.

In una dichiarazione, l’ufficio di Bolsonaro ha comunicato di “star adottando tutte le misure preventive necessarie per preservare la salute del presidente e della delegazione che lo ha accompagnato nel recente viaggio ufficiale negli Stati Uniti” e ha informato i funzionari degli Stati Uniti, in modo che anche questi potessero attuare “misure cautelative appropriate”. Le autorità brasiliane hanno poi aggiunto che Wajngarten è risultato positivo a 2 test separati, a cui è stato sottoposto dopo essere tornato a casa e aver manifestato sintomi influenzali. Anche Bolsonaro è stato testato e i risultati sono attesi per il 13 marzo. 

Inoltre, secondo quanto riferisce il New York Times, Wajngarten ha pubblicato una foto sul suo account Instagram in cui è ritratto accanto a Trump, con la didascalia: “Rendi il Brasile nuovamente fantastico”. Non è chiaro quando sia stata scattata la foto. Le altre persone presenti alla cena del 7 marzo erano la figlia del presidente, Ivanka Trump, e suo marito, Jared Kushner, entrambi dipendenti della Casa Bianca. Il giorno seguente, Bolsonaro e la sua delegazione hanno visitato il quartier generale del comando meridionale dell’esercito statunitense a Doral, in Florida, dove il presidente brasiliano ha incontrato il comandante, l’ammiraglio Craig Faller.

La notizia arriva il giorno dopo che Trump aveva comunicato che bloccherà la maggior parte degli arrivi negli Stati Uniti dall’Europa per 30 giorni, a partire dal 13 marzo, per arginare la diffusione del coronavirus. Il presidente degli USA ha imposto un divieto di ingresso agli stranieri che nelle 2 settimane precedenti siano stati nei 26 Paesi che compongono lo spazio Schengen dell’Unione Europea. I limiti, che entreranno in vigore a mezzanotte del 13 marzo, non riguarderanno i cittadini statunitensi, i residenti permanenti e le loro famiglie, anche se tutte le persone che arrivano dall’Europa potrebbero essere sottoposte a controlli più approfonditi.

L’annuncio è arrivato nella serata dell’11 marzo, durante un discorso alla Casa Bianca rivolto a tutta la nazione, in cui Trump ha finalmente riconosciuto i rischi legati al coronavirus. Fino al 10 marzo, il presidente USA paragonava l’infezione ad una normale influenza e invitava a non preoccuparsi. L’11 marzo, tuttavia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il coronavirus una pandemia, dopo aver registrato oltre 118.000 casi in 114 Paesi del mondo, con un bilancio di 4.291 morti. “Abbiamo chiesto ogni giorno che i Paesi prendessero provvedimenti urgenti e aggressivi. Abbiamo suonato il campanello d’allarme forte e chiaro”, ha dichiarato il capo dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Siamo profondamente preoccupati sia per i livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia per i livelli allarmanti di inazione”, ha aggiunto Ghebreyesus. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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