Coronavirus: l’India sospende i visti turistici

Pubblicato il 12 marzo 2020 alle 12:20 in Asia India

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’India ha sospeso tutti i visti turistici, fino al 15 aprile, e ha dichiarato che avrebbe messo in quarantena i viaggiatori arrivati dai 7 Paesi più colpiti dal coronavirus, nel tentativo di contenere la diffusione dell’epidemia.

La decisione arriva dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che quella causata dal coronavirus deve essere considerata una pandemia. La sospensione dei visti in India inizierà il 13 marzo alle 12, ora locale, secondo quanto ha dichiarato l’Ufficio Informazioni per la Stampa del governo. Tuttavia, i visti diplomatici, quelli per le organizzazioni internazionali e quelli lavorativi rimarranno validi. L’epidemia è partita dalla città cinese di Wuhan e Pechino ha allertato l’OMS a tale riguardo, il 31 dicembre 2019. La Cina condivide un confine con l’India e, nonostante il numero di infezioni nel Paese si sia stabilizzato, il timore per gli indiani rimane alto. Corea del Sud, Iran e Italia sono altri Paesi in cui il rischio contagio, al momento, è molto alto. 

Di conseguenza, tutti i viaggiatori, anche i cittadini indiani, “arrivati da Cina, Italia, Iran, Repubblica di Corea, Francia, Spagna e Germania, dopo il 15 febbraio, saranno messi in quarantena per un periodo minimo di 14 giorni”, si legge in una nota del governo indiano. Il numero di casi COVID-19 in India, che ha una popolazione di 1,3 miliardi, è cresciuto fino 73, raddoppiando negli ultimi 4 giorni, e causando un aumento della paura e dello stato di allerta del governo. Molti casi sono indiani che hanno viaggiato o lavorato in Paesi colpiti gravemente dal virus in Europa e Medio Oriente. La decisione del 12 marzo è stata presa a seguito di una riunione del governo, guidata dal ministro della Sanità, Harsh Vardhan. L’esecutivo ha anche “fortemente consigliato” agli indiani di cancellare i viaggi all’estero non essenziali, avvertendo che saranno, in ogni caso, sottoposti “a quarantena per un minimo di 14 giorni”.

Intanto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il coronavirus una pandemia, dopo aver registrato oltre 118.000 casi in 114 Paesi del mondo, con un bilancio di 4.291 morti. “Abbiamo chiesto ogni giorno che i Paesi prendessero provvedimenti urgenti e aggressivi. Abbiamo suonato il campanello d’allarme forte e chiaro”, ha dichiarato il capo dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, l’11 marzo. “L’OMS ha monitorato questo focolaio 24 ore su 24 e siamo profondamente preoccupati sia per i livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia per i livelli allarmanti di inazione”, ha aggiunto Ghebreyesus, affermando che l’OMS “ha quindi effettuato la valutazione che COVID-19 può essere caratterizzato come una pandemia”. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.