Coronavirus: l’Europa condanna la mossa unilaterale degli USA

Pubblicato il 12 marzo 2020 alle 16:23 in Europa USA e Canada

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I leader europei hanno condannato la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di bloccare gli arrivi dall’Unione Europea in quanto questa è stata presa “unilateralmente e senza consultazione”. 

“Il coronavirus è una crisi globale, non limitata a nessun continente e richiede cooperazione piuttosto che un’azione unilaterale”, si legge in una nota dell’UE. “L’Unione Europea disapprova il fatto che la decisione degli Stati Uniti di imporre un divieto di viaggio sia stata presa unilateralmente e senza consultazione”, ha aggiunto. Decine di migliaia di cittadini statunitensi in Europa si sono affrettati a capire cosa dovevano fare prima che il divieto entri in vigore, il 13 marzo, preoccupati che i loro voli verso casa sarebbero stati cancellati. Intanto, le compagnie aeree, gli hotel e decine di altri settori si prepararono a tagli ancora più drastici. Molti Paesi in Europa hanno preso misure contro il virus, ma è vero che molti altri, come la Francia, non hanno ancora attuato misure specifiche e guardano, in generale all’Europa. “Di fronte al coronavirus, non lasciamo spazio a speculazioni e incertezze. L’Europa dovrà fare tutto ciò che è necessario per la salute e in termini economici”, sono le parole del presidente francese, Emmanuel Macron, in un post pubblicato su Twitter il 10 marzo. 

Inoltre, secondo quanto riferisce il New York Times, i ritardi nei test hanno reso difficile avere un’idea della portata dell’epidemia negli Stati Uniti. Ma le comunità locali e gli Stati stanno portando la situazione sempre più sotto il loro controllo, dichiarando lo Stato d’emergenza, annullando le gite scolastiche e universitarie, limitando le dimensioni dei raduni e ordinando la quarantena a migliaia di persone potenzialmente esposte al virus. A New York City, che ha 62 casi confermati, il sindaco Bill de Blasio ha dichiarato di aver ideato un pacchetto di misure che proibiscono gli eventi con grandi folle, menzionando specificamente Broadway. “Non voglio vedere Broadway chiuso se possiamo evitarlo”, ha affermato. “Voglio vedere se riusciamo a trovare un qualche tipo di equilibrio”, ha aggiunto. De Blasio ha poi dichiarato di non avere in programma di chiudere la metropolitana o tutte le scuole pubbliche della città. Tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli, affermando solo che la sua amministrazione renderà noti i provvedimenti tra il 12 e il 13 marzo. 

L’annuncio del presidente degli USA è arrivato nella serata dell’11 marzo, durante un discorso alla Casa Bianca rivolto a tutta la nazione, in cui Trump ha finalmente riconosciuto i rischi legati la pandemia di coronavirus che ha colpito oltre 100 Paesi in tutto il mondo. Anche il Dipartimento di Stato ha emesso un avviso in cui suggeriva a tutti hli statunitensi di “riconsiderare i viaggi”, a causa del coronavirus. Secondo il presidente, tuttavia, gli Stati Uniti sono pronti ad affrontare questa sfida, grazie alle loro eccellenze mediche e alla prontezza delle misure. Quelle federali, al momento, sono limitate al sostegno economico e al taglio della pressione fiscale, oltre alla restrizione agli arrivi dall’Europa. Nei prossimi giorni, gli USA festeggeranno la festa di San Patrizio, che solitamente raccoglie numerosi gruppi di persone, con alte possibilità di contagio. Tuttavia, il discorso di Trump ha segnato un importante cambiamento di rotta dell’amministrazione statunitense. Fino al 10 marzo, il presidente sosteneva che fosse sufficiente “mantenere la calma” e il virus, che è stato paragonato all’influenza comune, sarebbe presto scomparso. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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