Coronavirus: l’ampliamento dei cimiteri in Iran e i possibili numeri nascosti

Pubblicato il 12 marzo 2020 alle 18:51 in Iran Medio Oriente

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Le autorità iraniane hanno iniziato ad ampliare i cimiteri scavando fosse e trincee per le vittime del coronavirus, in seguito alla conferma da parte del governo dell’esistenza dei primi contagi. 

È quanto rivelato dal Washington Post, il quale ha altresì aggiunto che, secondo le immagini satellitari del complesso di Behesht-e Masoumeh di Qom, a circa 129 chilometri a Sud di Teheran, la nuova sezione del cimitero è grande ormai quanto un campo da calcio. 

Nello specifico, Qom, città con 1,2 milioni di abitanti, è stata la prima in Iran a confermare, il 19 febbraio, di aver rilevato il coronavirus su 2 cittadini. Due giorni dopo, secondo le immagini analizzate dagli esperti, le autorità iraniane avevano già avviato la costruzione di una nuova sezione del cimitero, la quale si è espansa nel tempo in maniera progressiva rispetto al numero delle vittime causate dal coronavirus. Ciò segnalava, come in seguito confermato da esperti e testimoni, che la nuova area del cimitero fosse in costruzione per ospitare le sempre più numerose vittime iraniane. 

A tale riguardo, un esperto di immagini satellitari, il quale ha rilasciato dichiarazioni in condizioni di anonimato, ha anche evidenziato la presenza di calce nell’area dei lavori. Tale materiale, ha sottolineato l’esperto, può essere utilizzato per mascherare l’odore e per gestire meglio la decomposizione nelle fosse comuni. Anche alcuni sanitari iraniani hanno, in linea con ciò, confermato l’utilizzo di calce nella sepoltura dei corpi delle vittime del virus. 

In totale, dallo scorso 21 febbraio, il cimitero si è esteso progressivamente per oltre 90 metri di lunghezza, sfruttando una sezione precedentemente inutilizzata. Fino allo scorso 1° marzo, erano intanto stati completati i lavori di scavo di due fosse, ma il Washington Post segnala che le attività non si sono in seguito interrotte. 

Secondo i dati ufficiali del governo iraniano, ammontano a 429 le persone che hanno perso la vita a causa del coronavirus, su oltre 10.000 contagi in totale. Tra i morti vi sono anche figure di rilievo per la vita politica del Paese, come parlamentari, un ex diplomatico e un ex consigliere del Leader Supremo.  Nella sola Qom, i contagi sono oltre 846, secondo i dati del Ministero della Salute. Tuttavia, non è stato ufficializzato il numero delle vittime che, secondo il Washington Post, potrebbe essere maggiore di quanto rivelato, alla luce dell’ampliamento del cimitero di Behesht-e Masoumeh.  

In aggiunta, secondo i video diffusi dal Washington Post, risalenti al 3 marzo, sono gli operatori stessi a dichiarare di aver seppellito almeno 250 persone, a fronte delle 77 vittime di coronavirus ufficializzate dal governo. 

In tale clima di emergenza, il 12 marzo, il ministro degli Esteri dell’Iran, Mohammad Javad Zarif, ha lanciato un appello pubblico per chiedere la diminuzione delle sanzioni e l’invio di forniture sanitarie. Parallelamente, secondo quanto rivelato dal direttore della Banca Centrale, Abdolnaser Hemmati, l’Iran ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale un prestito di 5 miliardi di dollari per contrastare con efficacia la diffusione del virus che, nelle ultime 24 ore, riporta Al-Monitor, è stato rilevato su 1.000 nuovi pazienti. In totale, il numero ufficiale dei contagiati è 10.078, di cui 429 morti, principalmente situati nelle province di Teheran, GilanQom e Mazandaran, sebbene tutte le province del Paese abbiano confermato casi di contagio. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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