OMS dichiara il coronavirus una pandemia

Pubblicato il 11 marzo 2020 alle 18:01 in Asia Europa Medio Oriente USA e Canada

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il coronavirus una pandemia, dopo aver registrato oltre 118.000 casi in 114 Paesi del mondo, con un bilancio di 4.291 morti.

“Abbiamo chiesto ogni giorno che i Paesi prendessero provvedimenti urgenti e aggressivi. Abbiamo suonato il campanello d’allarme forte e chiaro”, ha dichiarato il capo dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, l’11 marzo. “L’OMS ha monitorato questo focolaio 24 ore su 24 e siamo profondamente preoccupati sia per i livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia per i livelli allarmanti di inazione”, ha aggiunto Ghebreyesus, affermando che l’OMS “ha quindi effettuato la valutazione che COVID-19 può essere caratterizzato come una pandemia”. 

La critica tocca i leader dell’Unione Europea, che stanno promettendo di fare “tutto il necessario” per affrontare l’epidemia, ma con molti Paesi senza misure specifiche. Il virus, intanto, sta continuando a diffondersi negli Stati Uniti ed è apparso in nuovi Paesi tra cui Bolivia e Turchia, mentre Indonesia e Svezia hanno registrato i loro primi decessi, l’11 marzo. Più di 66.000 persone sono guarite dalla malattia in tutto il mondo, secondo la John Hopkins University. Particolarmente grave la situazione in Italia, dove il bilancio delle vittime è salito nelle ultime 24 ore da 196 a 827, il più grande aumento da quando il contagio è stato rilevato, il 21 febbraio. Il numero totale di casi in Italia è salito a 12.462, dai 10.149 del giorno precedente, secondo la Protezione Civile. Tuttavia, circa 600 nuovi casi erano stati confermati il 10 marzo, ma sono stati segnalati solo il giorno successivo.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha avvertito che circa 58 milioni di persone, quasi il 70% della popolazione tedesca, rischiano di contrarre il coronavirus. La Merkel ha tenuto una conferenza stampa l’11 marzo, insieme al ministro della sanità tedesco, Jens Spahn. La cancelliera ha affermato che, poiché non esisteva una cura nota, l’azione del governo si sarebbe concentrata sul rallentamento della diffusione del virus. “Si tratta di guadagnare tempo”, ha spiegato la Merkel. La Germania ha confermato circa 1.300 infezioni e 2 decessi. “Dobbiamo capire che se il virus è qui, e la popolazione non è immune, non ci sono vaccini e nessuna terapia, un’alta percentuale della popolazione, dicono gli esperti dal 60 al 70 percento, sarà infettata”, ha dichiarato la cancelliera tedesca. “Tutte le misure che stiamo prendendo sono della massima importanza perché ci stanno dando del tempo, non importa cosa facciamo, non è vano”, ha aggiunto. Tra le prime misure, il governo ha raccomandato la cancellazione di eventi con oltre 1.000 persone. Tale provvedimento pare, al momento, decisamente non sufficiente. 

Lo stesso giorno dell’annuncio della Merkel, anche la Turchia ha reso noto il suo primo caso di coronavirus. “Un cittadino di sesso maschile è risultato positivo al coronavirus”, ha dichiarato il ministro della Sanità turco, Fahrettin Koca, in una conferenza stampa ad Ankara, l’11 marzo. “L’individuo infetto ha contratto il virus dopo essere tornato dall’Europa ed è stato completamente isolato”, ha aggiunto. Le condizioni generali del paziente sono buone e tutti i membri della sua famiglia e quelli che sono entrati in contatto con lui sono, al momento, sotto sorveglianza. Le autorità turche ritengono, inoltre, che la diagnosi sia stata precoce e quindi i rischi di una diffusione del virus nel Paese sono limitati. “Uno o più casi di coronavirus non devono essere considerati un’epidemia”, ha osservato il ministro della Sanità.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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