Nigeria: forza aerea neutralizza decine di terroristi di Boko Haram

Pubblicato il 11 marzo 2020 alle 17:42 in Africa Nigeria

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La Forza aerea nigeriana (NAF) ha neutralizzato decine di terroristi dell’organizzazione di Boko Haram nella zona di Bula Korege, ai margini della foresta di Sambisa, nello Stato nordorientale del Borno. Il generale di brigata aerea e direttore delle pubbliche relazioni e dell’informazione della NAF, Ibikunle Daramola, ha comunicato la notizia attraverso una dichiarazione rilasciata mercoledì 11 marzo. Ha poi precisato che le forze nigeriane hanno anche distrutto diverse infrastrutture dei ribelli in quell’area. L’operazione è stata condotta dalla task force Lafiya Dole.

Il 9 marzo, la NAF aveva distrutto una roccaforte dell’organizzazione della Provincia dello Stato Islamico dell’Africa occidentale (ISWAP) ed era riuscita ad eliminare alcuni suoi combattenti a Mina, lungo l’asse Gulumba Gana-Kumshe, sempre nello stato del Borno. La missione era stata ancora una volta compiuta dalla Task Force Lafiya Dole ed era stata intrapresa dopo che un aereo della NAF Intelligence Surveillance and Reconnaissance aveva visto i terroristi radunarsi nelle vicinanze di alcuni compound all’interno dell’insediamento.

La Forza aerea nigeriana, per ripristinare la pace e la sicurezza nel Nord Est, opera in concerto con le forze di superficie e continua a svolgere missioni di interdizione aerea contro i terroristi della regione.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Anche altri militanti jihadisti, come quelli appartenenti al gruppo dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWAP), sono soliti compiere offensive in Nigeria e nei Paesi circostanti. L’ISWAP è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. Il 26 dicembre, alcuni suoi membri hanno rilasciato un video in cui si vedono alcuni membri del gruppo decapitare 11 nigeriani cristiani. L’organizzazione ha dichiarato che il gesto fa parte di una campagna volta a vendicare la morte del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi e del suo portavoce.

Solo qualche anno fa, la situazione sembrava destinata a migliorare. Nel 2015, dopo essere stato eletto per la prima volta, il presidente nigeriano Buhari aveva reso noto che l’esercito aveva fatto grandi passi avanti nella lotta contro Boko Haram. I militanti erano stati cacciati da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, e da altre città minori, trovandosi costretti a rifugiarsi nelle foreste. Tuttavia, con l’emergere di altre problematiche legate alla sicurezza, come le rivalità tra gruppi criminali, le uccisioni extragiudiziali della polizia regionale e gli scontri tra agricoltori e pastori nomadi nelle aree centrali, l’attenzione delle autorità di Abuja si è spostata altrove.

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo americano informa che in Nigeria Boko Haram e ISWAP hanno continuato a condurre, nel corso dell’anno passato, numerosi attacchi contro forze governative e di sicurezza. Boko Haram, in particolare, non ha mancato di effettuare attentati anche contro la popolazione civile, mentre lo Stato Islamico dell’Africa occidentale sta provando a stringere legami più forti con le comunità locali, provvedendo a fornire una serie di limitati servizi sociali. L’obiettivo principale del gruppo sono le forze di sicurezza locali. Verso la fine del 2018, le due organizzazioni, nonostante la presenza della Task Force multinazionale congiunta, sono riuscite a guadagnare la completa libertà di movimento negli Stati regionali del Borno e di Yobe. Più di 200.000 nigeriani sono stati costretti a cercare rifugio nei Paesi vicini, soprattutto Camerun, Ciad e Niger. Nel corso di tutto il 2018, Boko Haram e ISWAP hanno condotto circa 700 attacchi sul territorio della Nigeria, usando armi di piccola taglia, ordigni improvvisati, rapimenti, imboscate, attentati suicidi. Secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto mondiale tra i 163 Paesi considerati per misurare l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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