Migranti: la Bosnia ne trasferisce 500 in una ex caserma

Pubblicato il 11 marzo 2020 alle 18:36 in Balcani Immigrazione

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Le autorità della Bosnia hanno trasferito circa 500 migranti, i quali avevano trovato rifugi improvvisati nelle città del Paese, in una ex caserma. 

È quanto rivelato, mercoledì 11 marzo, da ANSAmed, il quale ha altresì aggiunto che alcuni dei migranti, i quali vivevano clandestinamente senza essere stati registrati dalle autorità competenti, si erano accampati da mesi in una tendopoli nei pressi della stazione dei treni e degli autobus di Tuzla, nell’area nordoccidentale del Paese.  

Dopo essere stati prelevati nel corso della notte tra il 10 e l’11 marzo dalle autorità, i migranti sono stati trasferiti a Blazujnei pressi di Sarajevo, in una ex caserma allestita per accogliere i richiedenti asilo lache, alla fine di gennaio, ospitava già circa 750 migranti 

Secondo i dati diffusi lo scorso 18 febbraio dal ministro della Sicurezza, Fahrudin Radoncici migranti in Bosnia risultano essere almeno circa 5.000, di cui 3.500 in centri di accoglienza. I restanti 1.500, invece, hanno trovato rifugio in abitazioni private, nel caso in cui siano partiti con denaro a sufficienza, oppure in strutture abbandonate nei centri delle città. Tuttavia, le stime menzionavano anche l’aumento del numero degli arrivi dei migranti, in tale periodo stimati a circa 80 al giorno.  

In tale clima, in Bosnia si è verificato un aumento del numero di crimini commessi dai migranti, ma ciò nonostante, il Paese non dispone di fondi necessari per incrementare il personale di polizia. 

La principale meta dei migranti sembra essere la Croazia, membro dell’Unione Europea, motivo per cui molti si concentrano nell’area nord-occidentale della Bosnia, nei pressi del confine con il territorio croato. Tuttavia, i migranti hanno riportato di aver subito violenza da parte della polizia croata, accusata anche di dar fuoco agli abiti dei migranti e di sequestrare i loro telefoni cellulari. Da parte sua, la Croazia ha smentito tali accuse.  

Una delle aree più colpite del Paese è Velika Kladusa, a ridosso del confine con la Croazia, dove sono in centinaia i migranti che soggiornano in capannoni abbandonati. La posizione di Velika Kladusa, sottolinea ANSAmed, è strategica. Da lì i migranti possono tentare più volte di oltrepassare il confine, dal momento che solo alcuni ci riescono, mentre altri, respinti alla frontiera, sono costretti a riprovarci. Nella cittadina si trova il centro di accoglienza Miral, ma secondo i dati riportati, le autorità stimano che nel territorio comunale via sia oltre il doppio dei migranti ospitati dal centro. 

Anche l’area di Tuzla, in particolare, rivela The Associated Press, è scelta dai migranti che cercano di oltrepassare i confini della Bosnia per recarsi in Croazia, membro dell’Unione Europea. 

Anche il cantone di Una Sana, soprattutto l’area di Bihac, nell’Ovest della Bosnia, risulta particolarmente colpito dal fenomeno migratorio. In tale zona si trovava Vucjak, un campo profughi sorto nel 2019, in modo improvvisato, su volere delle autorità locali. Si trattava di una ex discarica situata nei pressi di un campo contaminato dalle mine nel Nord-Ovest della Bosnia, nei pressi del confine con la Croazia. Tuttavia, dopo i frequenti richiami da parte della comunità internazionale, il centro era stato abbattuto. 

In tale contesto, a seguito della decisione della Turchia di aprire ai migranti le proprie frontiere con l’Europa, le autorità della Bosnia hanno più volte espresso la propria preoccupazione in merito alla possibilità dell’ulteriore aumento dell’afflusso degli stranieri nel Paese. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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