Iraq: 10 missili colpiscono una base militare con truppe USA

Pubblicato il 11 marzo 2020 alle 20:27 in Iraq USA e Canada

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Una base militare irachena, che ospita soldati della coalizione internazionale contro l’ISIS, guidata dagli Stati Uniti, è stata colpita dal lancio di 10 razzi, l’11 marzo.

Si tratta della base aerea militare di Al-Taji, situata a 85 chilometri a Nord della capitale, Baghdad. Questa è stata presa di mira da 10 missili katyusha, secondo quanto dichiarato dalle autorità irachene e riferito dall’agenzia stampa turca, Anadolu. La base aerea ospita soldati iracheni, statunitensi e altre truppe straniere che fanno parte della coalizione internazionale contro lo Stato Islamico guidata dagli Stati Uniti. Non sono state ancora riportate informazioni riguardanti vittime o danni. 

L’ultimo grave attacco contro una base irachena in cui erano presenti truppe statunitensi si era verificato l’8 gennaio. In tale occasione, l’Iran aveva attaccato 2 basi militari irachene nelle prime ore del mattino. I missili erano stati lanciati contro la base di Ain al-Assad, nella provincia di Anbar, e contro una struttura vicino all’aeroporto di Erbil, nel Nord dell’Iraq. Teheran aveva dichiarato che l’attacco era una risposta all’uccisione del generale iraniano, Qassem Soleimani, morto in un raid aereo statunitense, effettuato il 3 gennaio, contro l’aeroporto internazionale di Baghdad. Oltre 100 soldati statunitensi avevano riportato lesioni cerebrali a seguito di attacchi aerei iraniani dell’8 gennaio, secondo quanto riferito dal Dipartimento della Difesa degli USA. 

L’attacco dell’11 marzo arriva 3 giorni dopo che 2 soldati statunitensi sono stati uccisi in un’incursione dell’ISIS nell’Iraq centro-settentrionale. L’assalto si è verificato mentre le truppe erano coinvolte in un’operazione congiunta con le forze di sicurezza irachene, la notte tra l’8 e il 9 marzo, secondo quanto hanno confermato i funzionari militari. I soldati colpiti facevano parte di una missione ideata per eliminare una roccaforte dell’ISIS ancora presente nella regione, secondo quanto ha riferito la Task Force congiunta combinata. Questa è nota come Operazione Inherent Resolve ed è guidata dagli Stati Uniti per combattere lo Stato Islamico in Iraq.

Il 30 gennaio l’esercito iracheno aveva comunicato che le operazioni con la coalizione contro l’ISIS, guidata dagli Stati Uniti, erano ricominciate, nonostante le tensioni nella regione. “Al fine di sfruttare il tempo che ci resta con la coalizione internazionale, prima che si instaurino nuovi rapporti, è stato deciso di intraprendere azioni comuni”, aveva dichiarato una fonte militare irachena. La coalizione, che è in Iraq per assistere i militari locali nella lotta contro l’ISIS, aveva fermato le operazioni, il 5 gennaio, a seguito di un aumento della tensione nella regione. Questa era cresciuta esponenzialmente nel mese di gennaio del 2020, sebbene ci siano numerose ragioni dietro tali problematiche che sono ben più datate. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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