Germania: fino al 70% dei tedeschi a rischio coronavirus

Pubblicato il 11 marzo 2020 alle 17:23 in Europa Germania

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La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha avvertito che circa 58 milioni di persone, quasi il 70% della popolazione tedesca, rischiano di contrarre il coronavirus.

La Merkel ha tenuto una conferenza stampa l’11 marzo, insieme al ministro della sanità tedesco, Jens Spahn. La cancelliera ha affermato che, poiché non esisteva una cura nota, l’azione del governo si sarebbe concentrata sul rallentamento della diffusione del virus. “Si tratta di guadagnare tempo”, ha spiegato la Merkel. La Germania ha confermato circa 1.300 infezioni e 2 decessi. “Dobbiamo capire che se il virus è qui, e la popolazione non è immune, non ci sono vaccini e nessuna terapia, un’alta percentuale della popolazione, dicono gli esperti dal 60 al 70 percento, sarà infettata”, ha dichiarato la cancelliera tedesca. “Tutte le misure che stiamo prendendo sono della massima importanza perché ci stanno dando del tempo, non importa cosa facciamo, non è vano”, ha aggiunto. Tra le prime misure, il governo ha raccomandato la cancellazione di eventi con oltre 1.000 persone. 

Lo stesso giorno dell’annuncio della Merkel, anche la Turchia ha reso noto il suo primo caso di coronavirus. “Un cittadino di sesso maschile è risultato positivo al coronavirus”, ha dichiarato il ministro della Sanità turco, Fahrettin Koca, in una conferenza stampa ad Ankara, l’11 marzo. “L’individuo infetto ha contratto il virus dopo essere tornato dall’Europa ed è stato completamente isolato”, ha aggiunto. Le condizioni generali del paziente sono buone e tutti i membri della sua famiglia e quelli che sono entrati in contatto con lui sono, al momento, sotto sorveglianza. Le autorità turche ritengono, inoltre, che la diagnosi sia stata precoce e quindi i rischi di una diffusione del virus nel Paese sono limitati. “Uno o più casi di coronavirus non devono essere considerati un’epidemia”, ha osservato il ministro della Sanità.

Il bilancio delle vittime globale è di oltre 4.260 persone, con più di 118.100 casi confermati, secondo la Johns Hopkins University degli Stati Uniti. Il capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito, il 9 marzo, che la minaccia di una pandemia globale è “molto reale”. Secondo quanto ha riferito il New York Times, l’epidemia di coronavirus era già una vera e propria crisi, quando l’allerta è stata diffusa da Pechino, il 31 dicembre 2019. Il quotidiano statunitense sostiene che i funzionari locali potrebbero aver minimizzato i primi segnali o semplicemente non erano coordinati abbastanza per comprendere la portata del problema. In tale contesto, la burocrazia rigidamente gerarchica della Cina avrebbe scoraggiato i funzionari dal riferire cattive notizie ai propri superiori, creando una catena di silenzio che ha reso difficile comprendere l’entità della crisi. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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