Coronavirus in Medio Oriente: 291 morti in Iran, secondo decesso in Libano

Pubblicato il 11 marzo 2020 alle 11:41 in Iran Medio Oriente

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Il coronavirus, altresì noto come Covid-19, continua a diffondersi anche nella regione mediorientale. In Iran, il bilancio dei morti è salito a quota 291, mentre in Libano è stato registrato il secondo decesso. Continua la questione dei prigionieri iraniani.

Stando agli ultimi aggiornamenti dell’11 marzo, in totale, in Iran, considerato il focolaio dell’intera regione mediorientale, sono 8,042 i casi infetti, mentre le persone guarite ammontano a 2731. I primi casi nel Paese erano stati riportati il 19 febbraio nella città di Qom, ritenuta altresì meta di pellegrinaggio religioso. Da allora, il virus si è diffuso in altre province iraniane, tra cui la capitale Teheran e il governatorato settentrionale di Gilan. In particolare, le infezioni hanno riguardato perlopiù 22 governatorati iraniani, su un totale di 31. Gli ultimi morti, pari a 54, sono stati registrati in sole 24 ore, il 10 marzo, rappresentando il giorno con il maggior numero di decessi in 24 ore.

Nel frattempo, il 10 marzo, anche il Libano ha riportato il secondo decesso da coronavirus. Il primo, è stato un uomo di 56 anni, morto dopo un periodo di quarantena trascorso in un ospedale di Beirut, a seguito di un viaggio in Egitto. Per il secondo, in sole 24 ore, si tratta di un 55enne libanese che avrebbe contratto il virus da uno degli studenti a cui insegnava.  In totale, in Paese sono stati registrati 61 casi positivi al Covid-19, all’11 marzo. Circa il quadro degli altri Paesi mediorientali, il Qatar ha riportato, il 10 marzo, 6 nuovi casi, che, aggiungendosi ai precedenti, porta il bilancio totale a quota 24.

In Kuwait, invece, all’11 marzo, sono 72 le persone infette da coronavirus, mentre in Bahrein 189. Tuttavia, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute kuwaitiano, nel Paese vi sono tuttora 912 persone poste in quarantena, a seguito dei test condotti su 6620 pazienti. Circa il Bahrein, i 77 nuovi casi sono da far risalire al gruppo di 165 cittadini evacuati dall’Iran, il 10 marzo. Tra questi, 77 sono risultati positivi, mentre i restanti 88 sono stati posti in quarantena come misura precauzionale. Si prevede che, il 12 marzo prossimo, un altro aereo proveniente dai territori iraniani giungerà nel Paese.

Le autorità palestinesi hanno confermato che nei territori occupati della Cisgiordania un’altra persona è risultata positiva al Covid-19, e, al 10 marzo, il bilancio dei casi totali è pari a 26. Nel frattempo, a Gerico e Betlemme vige lo stato di emergenza, proclamato dal Ministero della Salute palestinese.

In Arabia Saudita, in cui il primo caso era stato riportato il 2 marzo scorso, un’altra persona è risultata essere infetta dal virus, l’11 marzo. Si tratta di un cittadino egiziano, in transito verso l’aeroporto Re Abdulaziz di Jeddah, partito da New York e diretto al Cairo. Attualmente, il numero di casi positivi nel Regno ammonta a 21, secondo quanto riportato dal Ministero della Salute. Il Paese ha adottato diverse misure per contrastare la diffusione del virus, tra cui la sospensione di voli e viaggi verso alcuni Paesi sia mediorientali sia asiatici ed europei, tra cui l’Italia.

La diffusione del coronavirus ha causato disordini anche all’interno delle carceri, a livello internazionale. Tale fenomeno riguarda altresì l’Iran, dove il 9 marzo, il capo della magistratura, Ebrahim Raisi, aveva riferito che circa 70.000 prigionieri erano stati temporaneamente rilasciati a causa dell’epidemia. Il rilascio è stato consentito solo alle condanne a meno di 5 anni. In tale quadro, secondo quanto riferito dal quotidiano arabo al-Arabiya, l’11 marzo, quattro parlamentari iraniani hanno inviato una lettera al Ministro della Sanità iraniano, chiedendo di concedere il rilascio per i prigionieri politici detenuti nelle carceri del Paese. Tale richiesta si aggiunge a quella di Javaid Rehman, il relatore speciale dell’Onu per i Diritti Umani, il quale ha esortato il governo di Teheran a rilasciare temporaneamente tutti i prigionieri, viste le difficili condizioni in cui versa il Paese a causa della diffusione del coronavirus.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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