Coronavirus: la Spagna vara misure economiche d’emergenza

Pubblicato il 11 marzo 2020 alle 9:07 in Europa Spagna

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Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha chiesto mercoledì al Consiglio europeo di allentare le norme del patto di stabilità e crescita al fine di adottare misure economiche di fronte alla crisi del coronavirus. Lo ha annunciato lo stesso Sánchez in una conferenza stampa dopo l’incontro con i leader dell’Unione Europea, che si è tenuto in videoconferenza.

Nel suo discorso, il Presidente del governo ha avanzato alcune delle misure previste dal piano di shock economico che la Spagna sta preparando per le “settimane difficili” che attendono famiglie e imprese. Questo piano, ha detto Sánchez, avrà quattro assi principali. Il primo si concentrerà sulle famiglie, che saranno supportate da misure quali la flessibilità dell’orario di lavoro e l’assistenza nella cura dei bambini. Il secondo si concentrerà su “garantire la fornitura e la produzione di medicinali” e forniture mediche.

Il terzo e il quarto si concentreranno sulle aziende. Uno sarà mirato a proteggere i settori con occasionali cali della domanda. Il premier spagnolo vuole facilitare la flessibilità del lavoro in modo che le aziende non debbano ricorrere a licenziamenti. Infine, Sánchez ha citato le linee di credito per fornire liquidità alle PMI e altre misure volte a facilitare l’adempimento dei loro obblighi fiscali, con eventuali rinvii.

Il presidente del governo ha indicato che questo giovedì, 12 marzo, incontrerà gli agenti sociali, e ha anche indicato che, insieme alle quattro linee di lavoro sopra elencate, ci saranno anche “misure specifiche” rivolte ai settori del turismo e dei trasporti, due dei quali stanno già soffrendo di più a causa dell’espansione del coronavirus.

L’annuncio del premier, incentrato sull’economia, ha suscitato diverse critiche e non ha placato il panico scatenatosi in alcune comunità autonome, Madrid su tutte, dove i supermercati sono stati presi d’assalto dalla folla. Anche a Barcellona i supermercati erano vuoti alla fine della giornata. Le autonomie locali hanno iniziato a cancellare eventi, congressi e potenziali atti con molta gente in via preventiva. 

Poco dopo l’intervento del premier, la Generalitat Valenciana, il governo autonomo della Comunità di Valencia, ha annullato le Fallas, una delle principali festività del Paese, che si tengono dal 15 al 19 marzo. Erano attese in città circa 150.000 persone da tutta la Spagna e dall’estero, migliaia dall’Italia. La decisione è stata presa in seguito alla raccomandazione del Ministero della Salute. “La decisione è di rimandarle per dopo, quando la situazione sanitaria lo permetterà, si spera presto, perché speriamo che l’azione di contenimento darà risultati a breve” – ha detto il presidente valenciano Ximo Puig.

La comunità autonoma della Rioja, nel nord del paese, ha chiuso scuole e università, come aveva già fatto Madrid il 10 marzo e come aveva deciso l’esecutivo basco per Vitoria e Labastida (Álava). I rettori hanno deciso di spostare il calendario accademico di 15 giorni: lezioni, esami e iscrizioni sono rimandati tutti di due settimane.

Frattanto la Liga, il campionato di calcio spagnolo, disputerà le sue partite a porte chiuse, nonostante le proteste della AFE, il sindacato dei calciatori, che chiedeva la sospensione di torneo. 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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