Coronavirus: gli effetti sulle esercitazioni militari

Pubblicato il 11 marzo 2020 alle 17:26 in Europa NATO

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Le Forze Armate della Norvegia hanno annunciato la sospensione della Cold Response, l’esercitazione della NATO in corso nel Paese, per via dei timori causati dal coronavirus. 

A dare la notizia è stata l’agenzia stampa turca, Anadolu, la quale ha riportato le parole del comandante dei Quartieri Generali norvegesi, il generale Rune Jakobsen, secondo cui la sospensione dell’esercitazione consentirà alle squadre mediche militari di contrastare efficacemente la diffusione del virus. 

Nello specifico, Jakobsen ha dichiarato che il coronavirus è ormai fuori controllo nella società norvegese, dove i casi positivi sono almeno 227, e che per tale ragione le autorità hanno deciso di procedere con la graduale sospensione dell’esercitazione, data la possibilità per le squadre mediche militari di lavorare per la sanità civile in caso di necessità. 

La Cold Response è una esercitazione NATO, a guida norvegese, che ha visto il coinvolgimento di oltre 14.000 militari provenienti, oltre che dalla Norvegia, da nove Paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Finlandia e Svezia. L’esercitazione doveva durare dal 12 al 18 marzo e, programmata per svolgersi nel Nord della Norvegia, era tesa a testare le capacità di tali Paesi a combattere in teatri ad alta intensità, caratterizzati dalla presenza di condizioni meteorologiche invernali. 

Nel Nord della Norvegia, inoltre, era stato diagnosticato il primo caso di coronavirus in un membro delle Forze Armate del Paese. In seguito al risultato del tampone, Oslo aveva temporaneamente chiuso la base militare del soggetto positivo e aveva posto in quarantena circa 240 soldati. 

Il 4 marzo, rilasciando dichiarazioni ad Agence France Presse, riprese dal The Defense Post, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, aveva rivelato che le esercitazioni dell’Alleanza in programma nelle settimane successive sarebbero andate avanti come da programma, nonostante la preoccupazione causata dalla diffusione del coronavirus. 

In totale, sono circa 20 le esercitazioni pianificate per il 2020 dall’Alleanza, i cui 29 Paesi membri sono anche chiamati a partecipare alla Defender Europe 20, esercitazione a guida statunitense che comporterà l’arrivo di 20.000 militari degli Stati Uniti in Europa.  

Da parte sua, la NATO aveva assicurato di mantenere sotto osservazione la situazione, date le possibili ricadute che il coronavirus può avere sull’Alleanza. Tuttavia, aveva ribadito Stoltenberg, non era in programma alcuna sospensione delle esercitazioni. 

Eppure, nonostante le dichiarazioni del segretario generale della NATO, la sospensione delle attività in Norvegia non è stata la prima ad essere dipesa dagli effetti del coronavirus. Già il 5 marzo, Stati Uniti e Israele avevano cancellato l’esercitazione Juniper Cobra, iniziata due giorni prima, a causa delle misure di sicurezza adottate da Israele per rispondere all’emergenza provocata dalla diffusione del virus. Nello specifico, l’esercitazione coinvolgeva 2.500 militari statunitensi provenienti dalle basi europee e 1.000 soldati israeliani. In seguito, però, all’adozione di restrizioni di viaggio da parte di Israele, alcuni dei militari che avrebbero dovuto prendere parte all’esercitazione non sono potuti partire dalla propria base. 

Successivamente, il 10 marzo, i vertici militari di Marocco, Senegal, Tunisia e Stati Uniti hanno deciso di ridurre la portata e lo scopo dell’esercitazione African Lion, programmata dal 23 al 3 aprile, alla quale dovevano inizialmente partecipare circa 5.000 militari di Australia, Belgio, Canada, Egitto, Francia, Germania, Italia, Mauritania, Marocco, Paesi Bassi, Portogallo, Senegal, Spagna, Tunisia, Regno Unito e Stati Uniti. In base a quanto deciso, l’esercitazione avrebbe esclusivamente mantenuto le attività che non prevedevano lo stretto contatto tra i militari. 

Al momento, tuttavia, non sembra essere stato adottato alcun provvedimento simile a riguardo della Defender-Europe 20. Tale esercitazione rappresenta il più grande invio di militari statunitensi in Europa degli ultimi 25 anni, circa 20.000, e segnala, secondo quanto rivelato dalla NATO, il continuo impegno degli Stati Uniti nei confronti dell’Alleanza. In totale, segnala il The Defense Post, l’esercitazione coinvolgerà oltre 37.000 militari, di cui circa 29.000 statunitensi. Nello specifico, 20.000 giungeranno in Europa direttamente dal territorio statunitense, mentre altri 9.000 saranno inviati dalle basi militari degli Stati Uniti in Europa presso cui prestano servizio. In aggiunta, vi saranno anche circa 8.000 militari di altri Paesi, di cui almeno 3.000 dalla Polonia. 

Le attività sono programmate, dalla fine di febbraio a giugno 2020, in sei Paesi diversi d’Europa: Belgio, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia, tutte teatro di casi positivi di coronavirus. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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