Coronavirus: El Salvador impone controlli alla frontiera con il Guatemala

Pubblicato il 11 marzo 2020 alle 8:59 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il governo di El Salvador ha vietato l’ingresso nel Paese a chi entra dalla frontiera con il Guatemala senza mostrare il passaporto, per escludere un possibile soggiorno del viaggiatore in alcuni paesi dove si registrano focolai del coronavirus, tra questi, per le autorità di San Salvador, Panama e Costa Rica, principali destinazioni in America Centrale della migrazione dagli altri paesi della regione.

“La misura è stata adottata perché c’erano persone che viaggiavano in Guatemala, con il loro passaporto, provenienti da paesi con restrizioni sull’immigrazione e che quindi cercavano di entrare in El Salvador con il la carta d’identità, utilizzando il vantaggio di CA-4. Pertanto, fino a nuovo avviso, si può entrare solo con un passaporto” – ha dichiarato il presidente della Repubblica, Nayib Bukele, nel suo account di social network Twitter.

Ai sensi dell’Accordo di mobilità libera centroamericano o CA-4, firmato nel giugno 2006, i cittadini di Guatemala, El Salvador, Honduras e Nicaragua possono spostarsi tra questi paesi semplicemente mostrando i loro documenti di identità nazionali, ad eccezione dei minorenni, a cui è richiesto un passaporto per prevenire il traffico illecito di minori.

“L’artificio legale è stato utilizzato al 100% dai salvadoregni. Ma la misura è per tutti i residenti dei paesi CA-4. Possono entrare, ma devono presentare il passaporto per controllarlo. Non si applica ai camionisti per il trasporto merci, ma si applica a tutti i loro eventuali compagni di viaggio” – ha detto Bukele.

L’Istituto guatemalteco per la migrazione ha confermato che è obbligatorio esibire un passaporto valido per entrare in El Salvador, per escludere che il viaggiatore sia stato nei giorni precedenti in paesi con casi confermati di COVID-19.

“La misura vale per tutti, nessuno può entrare in El Salvador senza il passaporto, che sia guatemalteco, honduregno o nicaraguense: il DUI [documento unico di identità, la carta d’identità centroamericana] non sarà più accettato, almeno fino a nuovo avviso” – ha confermato la Direzione generale della migrazione e dell’immigrazione di El Salvador.

La misura arriva dopo la conferma del primo caso importato dal COVID-19 a Panama, appena tre giorni dopo il Costa Rica, dove 9 nuovi casi positivi sono già stati rilevati dalle locali autorità sanitarie.

Il presidente panamense Laurentino Cortizo aveva riferito sul suo account Twitter del primo caso di coronavirus nel paese centroamericano, poche ore prima della decisione del governo di San Salvador. Cortizo ha affermato che questo primo caso è stato “individuato in tempo” e ha affermato che il paese è pronto a curare questa malattia, quindi ha invitato i suoi cittadini alla calma. In Costa Rica il primo caso è stato registrato il 6 marzo scorso, quando una cittadina statunitense è stata ricoverata nell’Ospedale centrale di San José.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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