Primi casi di coronavirus a Cipro, colpiti tutti i Paesi dell’UE

Pubblicato il 10 marzo 2020 alle 11:50 in Cipro Europa

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Con primi casi di coronavirus confermati dalle autorità di Cipro, tutti i Paesi dell’Unione Europea hanno ufficialmente registrato la presenza del Covid-19 all’interno del proprio territorio. 

L’annuncio delle autorità di Nicosia è giunto lunedì 9 marzo, quando il ministro della Salute, Constantinos Ioannou, ha specificato che si tratta di due uomini, un ragazzo di 25 anni da poco rientrato dal Nord Italia e un uomo di 64 tornato dal Regno Unito lo scorso 3 marzo. Il secondo paziente, in aggiunta, è un membro del personale sanitario di un ospedale pubblico di Nicosia che ha avuto contatti con altri individui prima di segnalare la comparsa dei sintomi alle autorità competenti. Nello specifico, secondo alcune fonti locali, l’uomo era un medico del reparto di cardiochirurgia del principale ospedale della capitale. 

A tale riguardo, Ioannou ha dichiarato di ritenere discutibile la scelta del secondo soggetto di riferire l‘arrivo dei sintomi domenica 8 marzo, nonostante questi fossero comparsi già dal 3 marzo. Tale scelta, ha specificato il ministro, rende più difficile il lavoro del Ministero volto a individuare i contatti avuti dall’uomo nei 5 giorni trascorsi. Tuttavia, le autorità hanno rivelato di aver avviato un lavoro, congiuntamente con il paziente, per individuare i pazienti, familiari e altri membri del personale sanitario con cui può essere stato in contatto. 

Intanto, anche la Repubblica turco-cipriota di Cipro Nord ha confermato il proprio primo caso. Si tratta di una turista tedesca di 65 anni, giunta nella porzione settentrionale dell’isola domenica 8 marzo insieme a un gruppo di circa 30 turisti. I sintomi hanno iniziato a comparire lunedì 9 marzo. La donna è stata posta in isolamento in un’apposita area individuata dalle autorità. Il resto del gruppo, invece, è in quarantena all’interno dell’albergo. 

Il numero globale di contagi accertati di Covid-19, meglio noto come coronavirus, ha superato i 100.000 nella giornata del 6 marzo.   

Stando alla rilevazione delle 11:13 del 10 marzo, effettuata dalla Johns Hopkins University, attualmente i contagi nel mondo sono 114.567, di cui 4.027 morti e 64.038 guariti.   

Il secondo Paese più colpito al mondo è l’Italia, con 9.172 casi accertati, di cui 463 deceduti e 724 guariti. A livello europeo, a seguire, 1.412 casi sono stati accertati in Francia, 1.235 in Spagna, 1.225 in Germania, 374 in Svizzera, 321 nel Regno Unito, 321 nei Paesi Bassi, 261 in Svezia, 239 in Belgio, 227 in Norvegia, 157 in Austria, 113 in Danimarca, 84 in Grecia, 65 in Islanda, 51 a San Marino, 40 in Repubblica Ceca, 30 in Finlandia, 3in Portogallo, 25 in Slovenia, 24 in Irlanda, 20 in Russia, 1in Romania, 1in Polonia, 13 in Croazia, 10 in Estonia, 9 in Ungheria, 8 in Lettonia, 7 in Slovacchia, 6 in Albania, 6 in Bielorussia, 5 in Lussemburgo, 5 in Bosnia ed Erzegovina, 4 in Bulgaria, a Malta,  4 in Macedonia del Nord,  4 in Serbia, 3 a Cipro, 1 in Lituania, 1 a Monaco, 1 ad Andorra, 1 in Ucraina, 1 in Liechtenstein, 1 a Città del Vaticano e 1 in Moldavia portando il totale europeo a 15.564ovvero oltre 3.000 nuovi casi in più rispetto alle 24 ore precedenti, quando erano 12.442. In aggiunta, oltre ad essere presente in tutti gli Stati dell’Unione Europea, il virus è giunto in tutti i Paesi del continente europeo, ad eccezione di Kosovo e Montenegro.  

Il primo Paese europeo ad aver riportato un caso di coronavirus è stato la Francia, dove al momento vi sono almeno 1.412 casi confermati, di cui 30 morti e 12 guariti. Il virus era scoppiato nel territorio francese all’inizio di febbraio, quando 4 cittadini del Regno Unito avevano contratto il coronavirus da un quinto cittadino britannico, presso la città di Contamines-Montjoie, nelle Alpi francesi.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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