La Turchia annuncia un nuovo vertice sulla crisi migratoria a Istanbul

Pubblicato il 10 marzo 2020 alle 19:31 in Europa Immigrazione Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che non fermerà i migranti che cercano di entrare in Grecia, nonostante le pressioni dell’Unione Europea, ma ha anche annunciato un vertice, il 17 marzo, a Istanbul per cercare una soluzione alla crisi.

Decine di migliaia di migranti stanno tentando di entrare in Unione Europea, attraverso la Grecia, da quando la Turchia ha dichiarato, il 28 febbraio, che non li avrebbe più trattenuti sul proprio territorio. Di conseguenza, la Grecia ha inviato le proprie truppe al confine, che hanno utilizzato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro i migranti. Alcuni di questi erano bambini. La Grecia ha dichiarato di aver bloccato 963 migranti illegali nelle ultime 24 ore, il 10 marzo, e di averne arrestati 52.

Erdogan ha parlato con i giornalisti, mentre si trovava sul suo aereo di ritorno in Turchia, dopo aver discusso della crisi dei migranti a Bruxelles con alti funzionari dell’UE, il 9 marzo, e ha ribadito che la Grecia deve cambiare atteggiamento. “Non stiamo pensando di chiudere le frontiere. La nostra proposta in Grecia è di aprire le porte. Queste persone non resteranno in Grecia. Lasciateli attraversare dalla Grecia verso altri Paesi europei”, ha affermato, chiedendo una” giusta, umana condivisione” dell’onere relativo alla questione migratoria, nata dal perdurante conflitto siriano. 

Nonostante le parole di Erdogan, veicoli militari e soldati greci a piedi hanno continuato a pattugliare lungo il recinto di filo metallico e acciaio che separa Kastanies da Pazarkule. I funzionari greci hanno riferito che i 52 migranti arrestati il 9 e 10 marzo includono siriani, afgani e iraniani. Ankara afferma che le azioni della Grecia violano i diritti umani dei migranti e ha accusato le forze armate greche di aver ucciso 4 migranti al confine, cosa che Atene nega fortemente. Il 10 marzo, l’autorità turca per le migrazioni ha dichiarato di aver presentato 2 richieste alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in merito a un migrante che sarebbe stato ucciso dalle forze greche al confine e di una famiglia che è stata respinta con la forza. 

Intanto, Erdogan ha annunciato che avrebbe convocato un vertice a Istanbul, il 17 marzo, per discutere della questione dei migranti con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e forse il primo ministro britannico, Boris Johnson. Erdogan ha affermato di aver sottolineato la necessità di aggiornare sia l’accordo sulla migrazione del 2016 tra Ankara e l’UE e l’unione doganale della Turchia con il blocco, sia di rilanciare il processo di adesione all’UE della Turchia. “I leader europei hanno ammesso che la Turchia aveva adempiuto alle proprie responsabilità in base all’accordo del 18 marzo 2016 e che l’Unione, invece, aveva agito lentamente”, ha affermato il presidente turco.

Nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara ha accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. Il governo turco afferma di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. A seguito della decisione di aprire le frontiere verso l’Europa, ci sono già stati i primi problemi. Migliaia di rifugiati bloccati al confine tra Turchia e Grecia si sono scontrati con la polizia greca il 29 febbraio. Le forze di sicurezza hanno utilizzato gas lacrimogeni contro la folla che si ammassava ad un valico di frontiera, nella provincia turca occidentale di Edirne. Alcuni dei rifugiati hanno risposto lanciando pietre contro gli ufficiali. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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