Kosovo: arrivano gli inviati di Francia e Germania, ma Pristina rallenta

Pubblicato il 10 marzo 2020 alle 15:30 in Europa Kosovo

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Una delegazione di funzionari di Francia e Germania è arrivata a Pristina, in Kosovo, per incontrare il premier, Albin Kurti, e il presidente, Hashim Thaci. 

È quanto rivelato dall’agenzia stampa del Kosovo, RTK, il quale ha altresì specificato che ad essersi recati a Pristina sono i consiglieri del presidente della Francia, Emmanuel Macron, e della Cancelliera tedesca, Angela Merkel. 

Una volta giunti a Pristina, i funzionari hanno in primo luogo incontrato Kurti. Poco prima del vertice, l’inviato della Francia, Emmanuel Bonne, aveva rivelato di essersi recato in Kosovo per recapitare un “messaggio speciale per il premier”: la necessità di rimuovere al più presto tutti i dazi imposti sui beni serbi e bosniaci. Ciò, ha spiegato Bonne, rappresenta la posizione sia della Francia, sia della Germania. 

Intanto, in vista del vertice con i due funzionari, il presidente del Kosovo Hashim Thaci, ha incontrato i rappresentanti dei partiti del parlamento, ai quali ha chiesto di adottare una posizione comune e condivisa. Ai parlamentari kosovari, inoltre, Thaci ha ricordato che il Kosovo ha sempre richiesto la presenza degli Stati Uniti al tavolo del negoziato sulla ripresa del dialogo con la Serbia e che l’Europa, fin quando non approverà l’esenzione dal visto per i cittadini kosovari, dovrà restarne fuori. Il negoziato, ha ribadito Thaci, non solo vede la presenza di Washington, ma è anche guidato dagli Stati Uniti. 

Da parte sua, Washington ha nuovamente dichiarato, il 10 marzo, nella persona del senatore David Perdue, che se Pristina non rimuoverà i dazi al 100%, gli Stati Uniti ritireranno le truppe presenti in Kosovo. Tale messaggio è stato anche condiviso dall’Inviato speciale della Casa Bianca per il negoziato tra Kosovo e Serbia, Richard Grenell, nonché nuovo direttore dell’Intelligence Nazionale degli Stati Uniti. 

Il 27 febbraio, Pristina aveva lanciato un primo segnale di apertura nei confronti di Belgrado, grazie all’annuncio da parte del premier di Pristina, Albin Kurti, sulla parziale rimozione delle tariffe sui beni provenienti da Serbia e Bosnia a partire dal 15 marzo. Con tale annuncio, Kurti aveva voluto lanciare un segnale alla Serbia, alla quale aveva chiesto in cambio di porre fine alla sua campagna di lobbying per ottenere il ritiro del riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte di Stati terzi. 

In caso di accettazione delle richieste di Kurti da parte di Belgrado, aveva annunciato lo stesso premier, i dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia verranno rimossi del tutto a partire dal 1° aprile per i successivi 90 giorni. Al contrario, se la Serbia non rispetterà quanto chiesto, il Kosovo adotterà dal 1° aprile il principio di reciprocità, inizialmente in ambito commerciale e successivamente economico e politico. Nel frattempo, i dazi sulle materie prime saranno rimossi del tutto. 

I dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia, causa di stallo delle relazioni tra Pristina e Belgrado, erano stati imposti il 21 novembre 2018, il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, ostacolata dalla Serbia, accusata di aver condotto propaganda negativa contro Pristina. Da parte sua, la Serbia ritiene che le tariffe al 100% imposte dal Kosovo violino gli accordi regionali in merito alla libertà di movimento e di scambio, motivo per cui, come dichiarato dal presidente di Belgrado, Aleksandar Vucic, il dialogo tra i due Paesi non potrà riprendere prima del ritiro dei dazi da parte di Pristina. 

A tale riguardo, Grenell aveva dichiarato di non sostenere la “mezza misura” di Kurti, dal momento che la posizione di Washington “è molto chiara: le tariffe devono essere abbandonate del tutto”. 

Anche se in stallo da oltre un anno, le relazioni tra Pristina e Belgrado sono in continua evoluzione dall’assunzione dell’incarico da parte di Grenell e dell’Inviato Speciale della Casa Bianca per i Balcani Occidentali, Matthew Palmer. In primo luogo, lo scorso 20 gennaio, Serbia e Kosovo hanno concordato il ripristino dei collegamenti aerei commerciali tra Pristina e Belgrado. Tale intesa era stata firmata a Berlino, nella sede dell’ambasciata degli Stati Uniti, i quali anche in tale occasione avevano fatto da mediatori per il miglioramento dei rapporti economici tra i due Paesi. Successivamente, il 14 febbraio, il Kosovo e la Serbia, con la mediazione degli Stati Uniti, avevano deciso di ripristinare il collegamento autostradale e ferroviario tra i due Paesi. In aggiunta, i due presidenti si erano incontrati inaspettatamente, a Washington, il 3 marzo, per discutere della necessità di negoziare una soluzione pacifica alla questione kosovara. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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