Israele: Gantz e Lieberman sempre più vicini, Netanyahu in difficoltà

Pubblicato il 10 marzo 2020 alle 13:00 in Israele Medio Oriente

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Il leader del partito centrista Blue and White, Benny Gantz, ha incontrato quello del partito nazionalista laico Yisrael Beytenu, Avigdor Lieberman, nel tentativo di formare un nuovo governo di coalizione in Israele. La riunione è stata definita “buona” da entrambe le parti e Gantz ha specificato che i due partiti sono intenzionati seriamente a “cooperare con lo scopo di costruire un governo, portare Israele fuori dalla melma in cui si trova ed evitare nuove elezioni”.

L’incontro, avvenuto lunedì 9 marzo, è giunto in seguito alla decisione del capo di Blue and White di accettare le condizioni avanzate da Lieberman per una sua eventuale partecipazione al governo. Il leader dei nazionalisti laici ha imposto 5 precondizioni, tutte indirizzate ad una secolarizzazione della società, ritenute accettabili da Gantz ma difficili da condividere per il premier Benjamin Netanyahu, a capo di una coalizione di destra dove è forte la presenza dei partiti religiosi. Le richieste di Lieberman riguardano i trasporti, la legge sulla leva degli ortodossi da riprendere alla Knesset, i matrimoni civili e l’allentamento delle attuali norme sulle conversioni, ritenute troppo rigide. “Concordo, andiamo avanti”, ha scritto Gantz su Facebook dopo aver valutato le proposte di Lieberman.

Dopo aver ottenuto l’appoggio dei nazionalisti laici, Gantz ha dunque iniziato a corteggiare i partiti arabi della Joint List. In una dichiarazione indirizzata ai leader Ayman Odeh, Ahmad Tibi e Mansour Abbas, il capo di Blue and White ha affermato che il suo intento è quello di costruire un’amministrazione che funzioni sia per gli ebrei che per gli arabi israeliani. “Voglio prevenire una quarta elezione”, ha sottolineato nuovamente Gantz.

“Ho parlato con Benny Gantz e gli ho chiarito che la Joint List potrebbe lavorare per soddisfare gli interessi di tutti i cittadini”, ha invece commentato Odeh. “Siamo impegnati nel nostro obiettivo di sostituire l’eredità del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e inizieremo onorando la voce unita del popolo arabo e dei nostri partner ebrei”, ha aggiunto il leader della Joint List.

Il desiderio di Gantz, Lieberman e della Joint List di rimuovere Netanyahu dalla sua carica potrebbe significare una disfatta per il primo ministro. Insieme, Blue and White e Yisrael Beiteinu possiedono 45 dei 61 seggi del Parlamento israeliano, necessari a formare una coalizione di governo. Supponendo che la lista laburista-Gesher-Meretz si unisca alla coalizione con i suoi 7, Gantz cercherà di avvalersi del sostegno della Joint List, che alle ultime elezioni ha vinto 15 seggi. In ogni caso, si tratterebbe di un governo molto variegato e la stessa inclusione dei partiti arabi potrebbe essere motivo di discordia all’interno della coalizione.

Alle elezioni del 2 marzo, il Likud ha ottenuto 36 seggi, mentre Blue and White ne ha conquistati 33. Nessuno dei due è stato in grado, ancora una volta, di raggiungere la quota che serve a ricevere il mandato per formare il nuovo governo. In particolare, pur unendosi con la sua coalizione di destra, Netanyahu giunge a quota 58 seggi, un numero di poco inferiore ai 61 richiesti ma comunque insufficiente. Nonostante si tratti delle terze elezioni in un anno per i 6.4 milioni di elettori di Israele, il Paese si trova nuovamente ad un punto di partenza e sono in molti a temere una perdurante fase di stallo. Il partito arrivato terzo, con 15 seggi, è la Joint List.  

Nonostante l’evidente impasse che ancora una volta emerge dai risultati elettorali, Netanyahu ha continuato a rappresentarsi come un vincitore, alla testa di un partito che è “riuscito a mettere ko” tutti gli altri. Interrogato sul fatto che non disponesse ancora una volta della maggioranza necessaria a formare un nuovo governo, il premier israeliano ha preferito non rispondere. Si è poi scagliato contro la Joint List, dicendo che non dovrebbe nemmeno essere presa in considerazione l’ipotesi di integrare l’alleanza araba all’interno dell’esecutivo. 

Il presidente israeliano inizierà presto le consultazioni con i partiti, che esprimeranno ciascuno la propria preferenza in merito a chi dovrebbe guidare il nuovo governo. In genere, al candidato con il maggior numero di preferenze viene chiesto di provare a formare l’esecutivo. Come leader del partito che ha ottenuto più voti, probabilmente toccherà a Netanyahu, anche se, visto come si sono conclusi i precedenti tentativi, non è escluso che la strada da seguire questa volta sia un’altra. La via più semplice per uscire dallo stallo sarebbe un accordo di condivisione del potere tra Gantz e Netanyahu, i cui partiti controllano insieme la maggioranza parlamentare. Il leader di Blue and White, tuttavia, ha escluso una partnership di questo tipo, almeno finché Netanyahu sarà alla guida del Likud. Se nessuno dei due candidati sarà in grado di formare un governo entro il tempo assegnato, ci sarà il rischio che Israele affronti una quarta elezione senza precedenti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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