Hamas condanna arresti arbitrari di palestinesi in Arabia Saudita

Pubblicato il 10 marzo 2020 alle 11:29 in Arabia Saudita Palestina

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Il Movimento islamico di Resistenza, comunemente conosciuto come Hamas, ha denunciatol’arresto e la persecuzione di decine di attivisti palestinesi in Arabia Saudita, accusati di essere membri e sostenitori dellorganizzazione.

Il gruppo, situato nella Striscia di Gaza, ha dichiarato che sono circa 68 i cittadini palestinesi e giordani processati davanti al tribunale speciale di Riad per crimini di terrorismo, nellarco dellultimo anno. Le famiglie dei detenuti hanno riferito che i processi si sono svolti senza alcuna rappresentazione legale. La maggior parte di questi palestinesi, ritenuti da Hamas “i migliori e più elitari concittadini residenti in Arabia Saudita”, era stata arrestata ad aprile 2019 dalla polizia segreta saudita. Nel corso dellanno passato, gli arresti sono aumentati ma nessuna dichiarazione ufficiale è mai stata rilasciata dalle autorità di Riad in merito a questa politica più stringente.

Tra i detenuti palestinesi ci sono Mohammed al-Khudari, un ex fisico 81enne da tempo residente in Arabia Saudita, e suo figlio Hani, insegnante di informatica alluniversità senza alcun evidente interesse per la vita politica. Secondo quanto riferito da un parente, i due uomini sono stati messi in isolamento per 7 mesi e verranno nuovamente convocati in udienza il 5 maggio. Larresto di questi due cittadini palestinesi fa parte di un più ampio giro di vite attuato dalle autorità saudite sulla popolazione palestinese residente in Arabia Saudita e sospettata di avere un legame con Hamas”, si legge in una dichiarazione rilasciata dalla ONG Amnesty International. “Da febbraio 2019, le autorità saudite hanno arrestato circa 60 palestinesi in viaggio o residenti in Arabia Saudita, compresi studenti, accademici e uomini d’affari”, ha aggiunto la nota.

Al-Khudariera stato per diverso tempo il rappresentante ufficiale di Hamas in Arabia Saudita, prima del recente cambiamento della leadership di Riad, che ha visto lo storico governo pro-palestinese avvicinarsi sempre di più a Israele. Secondo diversi analisti, questa graduale inversione di rotta va attribuita alla nuova guardia saudita. Lascesa al trono, nel 2015, di re Salman ha spianato la strada anche al controverso principe ereditario Mohammed bin Salman.  

I legami tra Hamas e l’Arabia Saudita sono stati decisamente freddi negli ultimi anni. Il movimento palestinese si affida maggiormente all’Iran, rivale regionale di Riad, per ottenere fondi, armi ed expertise, e alla Turchia e al Qatar per ottenere il sostegno diplomatico al loro progetto politico.

Nella dichiarazione rilasciata lunedì 9 marzo, Hamas ha denunciato gli arresti affermando che si tratta di “false accuse” e processi ingiusti” ai danni dei cittadini palestinesi in Arabia Saudita. “I palestinesi arrestati dalla polizia di sicurezza dello Stato saudita non hanno commesso alcun crimine se non l’onore di difendere Gerusalemme e la moschea di Al Aqsa”, afferma la nota. Uno dei leader di Hamas, Mousa Abu Marzouk, ha dichiarato al quotidiano Al Jazeera in una precedente intervista che la sua organizzazione aveva tentato di lavorare per mesi con il governo saudita per liberare i detenuti, ma senza ottenere risultati.

Secondo gli esperti, gli sforzi di Mohammed Bin Salman per assicurarsi il trono saudita lo hanno portato a sostenere, tra le altre cose, anche il piano mediorientale del presidente americano Donald Trump. Il progetto, elaborato dallamministrazione statunitense, accoglie la volontà israeliana di annettere ampie sezioni della Cisgiordania occupata e legittima i suoi insediamenti illegali nella regione.

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Chiara Gentili

di Redazione

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